È ora di lasciare le donne decidere per loro stesse

Ma davvero hanno (abbiamo? D’altronde ci siamo anche noi al governo) lanciato una campagna per sensibilizzare le donne a avere figli e ad averli presto? Ma quindi davvero non solo ci volete dire come ci dobbiamo vestire, ma volete anche dirci come ci dobbiamo comportare e cosa dobbiamo fare del nostro corpo? Ma davvero uno degli slogan della campagna è “La bellezza non ha età, la fertilità si”? Ma quindi significa che c’è davvero chi crede che nel prendere la decisione di avere un figlio il punto fondamentale sia il fatto che la donna sia fertile o meno?
Innanzitutto per fare un figlio bisogna essere in due, poiché in Italia l’istituzione del genitore single non è contemplata (a quanto mi risulta un single in Italia non può adottare) e soprattutto in quanto la pratica del cosiddetto ‘utero in affitto’ è illegale. Quindi io posso essere fertile quanto volete ma se non ho un partner (maschio o femmina che sia) o ho un partner che non vuole avere figli c’è poco da fare. Già, perché – sorpresa! – non tutte le donne hanno il sogno di diventare madri, ne tutti gli uomini hanno il sogno di diventare padri, e va bene così, fare figli deve essere una scelta matura e consapevole, non è un obbligo nei confronti della società.

Seconda cosa, e mentre la prima è un concetto oggettivo questo punto e i seguenti esprimono il mio pensiero, avere un figlio richiede una stabilità che i giovani di oggi non sempre hanno. Nel mondo attuale la mobilità nel mondo del lavoro diventa sempre più richiesta e viaggiare il mondo (ma neanche per l’Italia) con un figlio al seguito non sempre è semplice, ne comodo, ne necessariamente una scelta positiva per il bambino.
Inoltre un figlio è da mantenere e i giovani d’oggi quando entrano nel mondo del lavoro non sempre hanno salari che gli permettono di guardare al futuro con così tanta fiducia, sopratutto se hanno già altri pagamenti da completare (per esempio se devono finire di pagare il mutuo per la casa o le rate della macchina). Inoltre io personalmente vorrei essere in grado di dare ai miei figli lo standard di vita che ho avuto io e anche giungere a quel risultato non sarà facile. Quindi temo che la scelta di fare figli dovrà essere rimandata.
Poi c’è chi vuole fare carriera e bisogna che ci mettiamo in testa che voler fare carriera non è una cosa negativa, ne egoista: dopo anni e anni di studio e impegno per raggiungere un obiettivo è giusto che una persona coroni i propri sogni. Avere il lavoro come priorità in un certo periodo della propria vita non deve essere visto come cosa negativa, non lo è per gli uomini, perché deve essere per le donne? Io studio e mi impegno al pari se non di più dei miei colleghi maschi (perché devo anche dimostrare di valere quanto loro) per arrivare dove mi sono prefissata, e ci arriverò. Non mi fermerà di sicuro un manifesto con la minaccia che la mia fertilità prima o poi si esaurirà.
Tra l’altro credo che questa campagna sottovaluti il fatto che avere un figlio per una lavoratrice significa andare in maternità che non è sempre una scelta saggia (il pericolo di perdere il posto di lavoro è molto, troppo, alto) e a volte non è una possibilità in generale: quante volte si leggono articoli di aziende che ai colloqui chiedono alle candidate se avranno intenzione di rimanere incinta e dare la precedenza a quelle che rispondono negativamente a scapito delle qualificazioni e competenze.
Ora a chiunque stia per dire “Ma questo è quello che pensi adesso, vedrai che quando troverei la persona giusta…” vorrei rispondere che innanzitutto non ho bisogno di avere un uomo accanto per avere delle opinioni, e poi che, si, magari cambierò idea sul voler avere figli prima o dopo aver fatto carriera ma non certo sul fatto che debba essere una scelta che le coppie (e in futuro si spera anche i single) devono poter prendere in totale libertà. Anche perché se il mio periodo fertile si esaurisce prima che io abbia messo al mondo figli ci sono altri modi con cui soddisfare l’istinto materno, primo fra tutti adottare. Proprio a questo proposito questa campagna mi pare estremamente insensibile nei confronti di chi i figli li vorrebbe ma non li può avere per ragioni biologiche in primis e legali in secondo luogo (per esempio le coppie di persone dello stesso sesso) e che deve attraversare quell’inferno che è il sistema delle adozioni in Italia.
Questa campagna in generale è stata un errore, se non altro perché veicola il messaggio che le donne devono per forza avere figli, che una donna vale meno se non si sbriga a avere figli, che del nostro corpo non possiamo fare quello che vogliamo, e anche se lo facciamo dobbiamo sempre ricordarci di questa sorta di colpa che abbiamo, che non ci stiamo mettendo a disposizione della società. Il mondo attualmente, soprattutto per i giovani, è caratterizzato da una tale instabilità che non credo sia giusto da parte di nessuno di chiedere di mettere al mondo altri essere umani. Di sicuro non è giusto da parte del governo senza garantire più posti di lavoro, pari condizioni tra uomini e donne sul lavoro, salari più alti e servizi all’altezza. Questo (anche se so che ci sarà chi lo vorrà leggere così) non è in nessun modo un attacco al Partito Democratico, che ha fatto e sta facendo quello che è nelle sue possibilità con i mezzi a disposizione, ma una semplice riflessione sul fatto che c’è ancora tanta strada da fare. Non solo a livello politico, ma anche a livello culturale.

PS Uno dei manifesti recita “Dopato. Sballato. Fumato. Fertile?”. Ecco non credo che a qualcuno con quelle tre caratteristiche sia il caso di dare la responsabilità di crescere un bambino.

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