#ioprometto: il contributo di Lia Montalti

iopromettoAvevo scritto ad agosto una nota per raccontare cosa stava facendo la nostra regione per contrastare la volenza di genere (la trovate qui: http://www.liamontalti.it/news/1-milione-di-euro-per-interventi-su-pari-opporunita-discriminazioni-e-violenza-di-genere/).
Avevo scritto anche spinta dagli ennesimi fatti di cronaca che avevano visto due donne nell’arco di pochi giorni uccise dagli uomini che erano stati loro accanto.
E poi di nuovo in questi giorni ci ritroviamo di fronte alla tragedia. Una donna uccisa, Giulia, una vita brutalmente finita, e bambini che rimangono senza madre e anche senza padre accusato dell’omicidio.
Il tutto accade vicino a noi a Ravenna.
E allora sinceramente sono stanca di parole, e di pensare al dolore e alla tragedia di queste vite spezzate.
E penso che ci si debba prendere tutti il nostro pezzo di responsabilità.
In famiglia e nell’educazione dei nostri figli prima di tutto, nel lavoro e nella scuola, con gli amici e nei luoghi che viviamo.
Essere indifferenti alla violenza è essere complici.

E anche essere indifferenti a tutto quello che crea terreno fertile per la violenza, nella comunicazione sessista e violenta a cui siamo sempre esposti, nelle relazioni quotidiane, nelle parole, in tutto ciò che ogni giorno dà spazio all’idea che una donna sia una cosa che si può possedere. E quindi anche distruggere se non ti vuole più.
Ci sono tanti piccoli segnali sui cui dobbiamo riflettere perché fanno parte della quotidianità di una donna, quel passo indietro che facciamo spesso, lo sminuirci, l’utilizzare un tono di voce appropriato, lo stare al nostro posto, il non rispondere a tono alle allusioni, il sorriso imbarazzato. Sono quei piccoli gesti che ogni giorno facciamo un po’ per proteggerci, un po’ per quieto vivere, un po’ per non sembrare prevaricati.
Ecco allora la sfida è quella di educarci ad essere noi stesse, a riconoscere chi siamo, cosa siamo diventate, il nostro valore, a pretendere rispetto sempre, a dire quella parola in più quando serve, a non sottovalutare i segnali.
Possiamo fare molto per cambiare la realtà a partire dalle relazioni quotidiane che abbiamo con i nostri padri, compagni,mariti, fratelli, figli, amici, colleghi … con tutti gli uomini che sulla nostra strada ogni giorno incrociamo e anche coinvolgendo le donne.
Dobbiamo riuscire a cambiare. Le lacrime non ci servono adesso. Ci serve l’impegno e la testimonianza di ogni giorno, e sopratutto la certezza che dobbiamo e possiamo riuscire a cambiare. IO PROMETTO!

Lia Montalti

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