Dovremmo tutti essere femministi

Le ragazze e i ragazzi dei Giovani Democratici di Cesena come da tradizione, per festeggiare la Festa della Donna, distribuiranno nella mattina di mercoledì 8 marzo dei mazzetti di mimose fuori dagli Istituti Superiori che affacciano su Piazzale Karl Marx.

Ai fiori sarà inoltre allegato un biglietto che riporta da un lato una frase significativa per la ricorrenza e dall’altro dei dati informativi su femminicidio e disparità di genere, per fare riflettere su questi temi, purtroppo sempre attuali. La frase scelta quest’anno è stata pronunciata dalla scrittrice Chimamanda Ngozi Adichie in una famosa Ted Talk poi diventata il libro “Dovremmo tutti essere femministi”. Un estratto recita: «Facciamo un grave torto ai maschi educandoli come li educhiamo. Soffochiamo la loro umanità. Diamo della virilità una definizione molto ristretta. La virilità è una gabbia piccola e rigida dentro cui rinchiudiamo i maschi. […] Insegniamo alle ragazze a vergognarsi. “Chiudi le gambe!” “Copriti!” Le facciamo sentire in colpa per il solo fatto di essere nate femmine. È così che le ragazze diventano donne incapaci di ammettere che provano desideri. Donne che si trattengono. Che non sanno dire quello che pensano davvero. […] Il problema del genere è che prescrive come dovremmo essere invece di riconoscere ciò che siamo».

I dati messi in luce riguardano i numeri dei femminicidi in Italia nel 2015 (128 casi) e da gennaio a novembre 2016 (116 casi). Negli ultimi 10 anni le donne uccise nel nostro paese sono state 1740, per il 71.9% di queste la violenza di è consumata in famiglia mentre 26.5% è stata vittima di un ex compagno. Va fatto notare che negli ultimi 20 anni gli omicidi di uomini sono diminuiti, mentre quelli delle donne sono rimasti immutati. La violenza quindi si riduce, tranne che per le donne. Inoltre il femminicidio è spesso l’ultimo atto di una escalation di violenze e vessazioni di carattere fisico e psicologico. Ad oggi la risposta delle istituzioni è purtroppo inefficace e a causa di una società che tende a incolpare ingiustamente le vittime (per il loro modo di vestire o per il loro comportamento), spesso le violenze non vengono neppure denunciate.

Inoltre in molti paesi sono presenti restrizioni legali o discriminazioni dovuti a usi e costumi che impediscono alle donne di essere economicamente attive ed autonome, per effetto delle quali, anche in nazioni ricche e avanzate, si perde una cospicua parte della ricchezza potenziale. In Italia il Gender Pay Gap (ovvero la differenza salariale tra uomini e donne per la stessa posizione) è altissimo: a parità di condizioni infatti una donna italiana guadagna 52 centesimi per ogni euro guadagnato dalla controparte maschile.

Infine vorremmo ricordare la drammatica situazione dei diritti riproduttivi che pur essendo garantiti dalla legge dello stato, sono ancora negati in oltre il 65% degli ospedali. Il numero di medici obiettori in Italia si attesta sul 70% (ma sfora il 90% in svariate, troppe, regioni).

Noi Giovani Democratici ci impegniamo attivamente ogni giorno affinché queste disuguaglianze si riducano fino a scomparire il prima possibile e ci auspichiamo che tanti altri facciano lo stesso, perché anche in Italia si giunga presto alle vere pari opportunità!

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