Un anno dal lockdown nazionale: come stiamo?

È passato un anno dal primo lockdown di tutto il Paese, evento che ha mutato la nostra vita in maniera significativa.

L’Italia è stato il primo paese occidentale e democratico costretto a far fronte all’emergenza causata dal CoVid-19. Al di là delle considerazioni sulle singole decisioni prese, il Governo ha affrontato la Pandemia con coraggio e fermezza.

Per la prima volta dal dopoguerra l’Italia ha ritrovato un senso di collettività e solidarietà. Il costo che abbiamo pagato come singoli e come comunità è stato enorme. Sia in termini di vite umane che in termini economici e di salute psicologica.

La perdita delle proprie certezze ha messo ognuno di noi in uno stato di liquida insicurezza che ha minato la capacità di progettare il nostro futuro.

Lo sforzo dei sanitari è stato enorme, un sacrificio che ha garantito la salute dei cittadini. Inoltre l’intera comunità scientifica mondiale ha collaborato per la realizzazione e la sperimentazione dei vaccini in tempi record.

La consapevolezza di non essere singoli Stati – ma membri di una più ampia comunità – ci ha fornito la facoltà di ricominciare a sperare.

L’Unione Europea ha messo in campo grandi strategie di sostegno agli Stati più colpiti: ha stanziato ingenti fondi per la ripartenza tramite il Next Generation EU. L’Italia ne beneficerà in maniera sostanziosa.

È una storica opportunità di finanziare progetti per lo sviluppo, per l’occupazione, per la parità di genere e per la transizione ecologica e digitale.

Questo è il momento per noi ragazze e ragazzi: dobbiamo rappresentare il motore per la crescita e lo sviluppo del nostro Paese. L’occasione che abbiamo davanti ci impone uno sforzo collettivo che vada al di là della contingenza.

Siamo oggi a scrivere le pagine del domani. Tenendo sempre impresse nel cuore e nella testa le parole di Antonio Gramsci: «Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.»

E tu, dopo questo lungo anno, come stai? Quali sono le emozioni e le sensazioni che hai provato? Cosa pensi di poter fare per aiutare il cambiamento? Contattaci e raccontacelo.

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