DOPO TUTTO, L’EUROPA

DOPO TUTTO…L’EUROPA
La vita politica del nostro Paese, in questi ultimi tempi, e ancor più negli ultimi giorni, ci ha fatto percepire spesso il forte senso di soffocamento del “respiro europeo”, ancora debole e a volte in affanno, attraverso il proliferare di politiche populiste che hanno allontanato bruscamente la possibilità di costruire una Identità Europea che “…si fonda sui valori indivisibili e universali della dignità umana, della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà, che si basa sul principio della democrazia e sul principio dello Stato di diritto e che pone la persona al centro della sua azione istituendo la cittadinanza dell’Unione e creando uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. “ (dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea).
Fortunatamente Cesena è già una città “europea” nel suo attuare strategie di valorizzazione delle politiche locali in chiave europea. Il frutto di queste strategie sono i progetti europei che il Comune di Cesena sta portando avanti in collegamento con le politiche promosse dall’Unione Europea, ma vogliamo fare di più.
Vogliamo creare le condizioni adatte per stimolare nelle persone, in particolare nei giovani, la riflessione se e in quale misura è possibile costruire un “NOI” europeo, se e in quale misura si possono condividere sentimenti di appartenenza e valori, se e in quale misura è possibile percepire l’Europa come una struttura dentro la quale collocarsi con l’orgoglio di esserci. Vogliamo mantenere viva la riflessione attraverso percorsi Seminariali e/o Laboratori che ne seguano costantemente il percorso di trasformazione.
Per questo all’interno del Pd cesenate è nato un gruppo di lavoro, che è stato riconosciuto dalla Segreteria come FORUM EUROPA del PD di CESENA e che ha come obiettivo quello di riflettere sulla relazione tra territorio ed Europa e su come rendere sempre più consapevole, anche nel quotidiano impegno politico, il nostro essere cittadini europei. Continue reading

7 ottobre 2011: dalla parte degli studenti

Quella che, a cominciare dal 19 settembre, ha aperto i battenti a quasi 8 milioni di studenti è una scuola con meno insegnanti, meno presidi, meno bidelli e meno ore di lezion e. Agli 8 miliardi tagliati nel 2008 si sono sommati quelli della “manovra estiva”. Al suono della campana d’inizio mancano 9.245 insegnanti nella sola scuola primaria e altri 8.959 nella scuola secondaria che si sommano ai 68mila docenti e ai 30mila tecnici-amministrativi già lasciati a casa nei due anni precedenti. Più di 130mila posti di lavoro persi in tre anni. Un massacro. Adeguare la realtà scolastica ai numeri decisi dal ministero dell’Economia non è stato semplice e ha comportato di fatto una riduzione dell’offerta formativa e delle ore di lezione in ogni ordine e grado. Agli studenti con handicap non sono garantite le ore di sostegno di cui avrebbero bisogno e le classi ormai sono diventate pollai, con punte che arrivano fino ai 35 alunni per aula. Nella scuola primaria, il tempo pieno di fatto non esiste più. Al suo posto ci sono i salti mortali di insegnanti e presidi per coprire le 40 ore settimanali che le famiglie continuano a chiedere. Continue reading