La storia di un comico buffo

HitlerSi chiama populista chi racconta alla gente quello che vogliono sentirsi dire. In realtà sanno solo trovare capri espiatori per tutto ma mai la soluzione al problema. Bisognerebbe studiare e ripassare molto bene la storia. Negli anni ’20 del secolo scorso, la Germania dilaniata dalla disoccupazione (vera), dalla fame (quella vera), dalla crisi finanziaria (sempre quella vera) e da un’inflazione spaventosa si affidò ad un tipo buffo, con i baffetti alla Charlie Chaplin, che strillava nei comizi che la colpa era tutta dei politici corrotti, che bisognava mandarli tutti a casa e che lui avrebbe sistemato e risolto tutti i problemi del Paese. La gente accorreva, si divertiva e gli dava ragione e poi gli diede anche il voto; così il tipo buffo andò al potere, smise di essere buffo e quelli che ridevano smisero di ridere. La fine la conosciamo tutti. Una medicina sbagliata non guarisce ma affossa. Voglio concludere questo mio intervento citando un noto “statista” del secolo scorso, e se gli italiani voteranno ancora per la “medicina sbagliata” (cioè i vari Grillo, Berlusconi, Salvini e Meloni), ahimè e ahinoi, questo noto “statista” l’ha vista giusta anche questa volta:
«L’arte della propaganda consiste nel comprendere le idee emotive delle grandi masse e nel trovare, attraverso una forma psicologicamente corretta, la strada per raggiungere la loro attenzione ed il loro cuore. Da tutto ciò nasce la seguente regola: la ricettività delle grandi masse è molto limitata, la loro intelligenza modesta, ma il loro potere di dimenticare enorme.»
Adolf Hitler

Tratto da: “La storia di un tipo buffo”.

Leggo di regimi dittatoriali, di colpi di stato, di grandi complotti…

Cesena RenziLeggo di regimi dittatoriali, di innumerevoli colpi di stato, di grandi complotti per non mandare il “popolo” a votare. Meno male che questa dittatura non riguarda l’Italia, visto che negli ultimi 20 anni abbiamo votato ben sei volte (nel 1994, 1996, 2001, 2006, 2008 e 2013) e che presto ci accingeremo anche a votare per il Parlamento Europeo e le Amministrative. Menomale, dico io, che al governo non abbiamo un massone nominato dai banchieri ma il Segretario di un partito che ha preso più voti sia alla Camera che al Senato, che poi ha vinto praticamente tutte le elezioni amministrative del 2013, aggiudicandosi ben 19 su 21 comuni capoluogo di provincia: da Catania a Treviso, da Brescia a Siena, da Avellino a Vicenza, passando anche per la Capitale: Roma! Lo stesso partito che qualche mese fa ha vinto anche le Regionali in Friuli-Venezia Giulia, in Basilicata, in Trentino-Alto Adige ed in Sardegna. Mi dispiace tanto per molte persone che evidentemente risiedono in un qualche paese dove non si va mai a votare. Gli mando un abbraccio forte e tutta la mia solidarietà. Gli auguro, un giorno, di sperimentare la democrazia, o almeno di capire come funzioni.
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RISE UP a CESENA: testo della petizione

La gioventù europea sopporta per intero il peso della crisi economica. Noi siamo in prima linea di fronte alla disoccupazione, alla precarietà del lavoro, come pure alla strisciante privatizzazione della salute e del sistema di assistenza. Noi, prima di tutto, subiamo il grande costo degli alloggi, e quindi la perdita di autonomia, per cui la nostra generazione è costretta a vivere con i genitori.
Questa situazione è la diretta conseguenza delle politiche di austerità e dello smantellamento del nostro stato sociale, imposto dai conservatori e dai liberali in Europa, che ci priva del nostro futuro. Noi fermamente diciamo che la priorità in Europa è la lotta alla disoccupazione, la preservazione degli alti livelli di welfare e la diminuzione delle emissioni di gas serra. La democrazia e la volontà del popolo Europeo deve pesare di più delle decisioni dei mercati, delle agenzie di rating e della finanza.
Come giovani socialisti Europei, noi chiediamo al Consiglio Europeo e al Parlamento Europeo di fare marcia indietro sull’ austerità e di agire immediatamente in favore di un Europa fatta di occupazione, tutela dell’ambiente e democrazia. Continue reading