La modernità, le abitudini nostrane e la capacità di non decidere

Utilizzo strumenti di pagamento diversi dal contante in Europa.

L’Italia preferisce il contante, pagamenti elettronici al palo. Fonte: elaborazione “Sole 24 Ore” di dati ABI, Banca d’Italia e BCE.

Quello di ottobre si sta rivelando un mese ricco di appuntamenti sul fronte tanto parlamentare quanto dell’esecutivo. Si è discusso molto dei tempi del voto in Aula del DDL, cosiddetto “Cirinnà”, riguardante l’istituzione delle Unioni Civili tra persone dello stesso sesso e la stepchild adoption, punto, quest’ultimo, assai dibattuto nella maggioranza che sostiene il governo, anche nel PD stesso. Per non parlare, poi, della “riforma delle riforme”, quella Costituzionale, riguardante il Senato e il suo nuovo ruolo istituzionale.

Ma come ogni anno, da ormai diversi anni a questa parte, ottobre diventa il mese cruciale per la discussione ed in seguito l’approvazione della Legge di Stabilità, la vecchia Finanziaria.
La principale leva di politica economica in mano al Governo, uno strumento che dovrebbe dare l’indirizzo di movimento della mano statale nell’anno successivo. Uno strumento, però, attorno al quale si scatenano le discussioni più farsesche, degne del peggior repertorio di bassa politica in Italia. Scrivo queste righe a poche ore dal licenziamento della Legge di Stabilità da parte del Consiglio dei Ministri proprio per non cadere nell’errore di parlare o addirittura valutare misure non ancora ufficiali.

Tra i tanti provvedimenti della Legge di Stabilità ve n’è uno che ha scatenato non poche polemiche, a dire la verità poca roba rispetto all’asprezza del confronto che si scatenò, ad esempio, sugli 80 euro. A sorpresa, infatti, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervistato martedì mattina alla radio RTL 102.5, ha annunciato l’innalzamento del tetto per i pagamenti in contanti a 3000 euro dai 1000 euro stabiliti in precedenza dal Governo Monti alla fine del 2011.  La materia non è di poco conto. Il denaro contante non è tracciabile, al contrario del pagamento elettronico. Diciamo che se tra la moneta contante e quella virtuale ve n’è una utilizzata dagli evasori, particolarmente dell’IVA, è senza dubbio la prima.

Variazione tetto utilizzo del contante dal 2008

Come sono cambiati in Italia i limiti all’uso del contante. Fonte: CGIA di Mestre

Ma è il ragionamento economico stante dietro questa misura che mi lascia perplesso.

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Italy the extraordinary Commonplace

Il Vice Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha mostrato in anteprima a Davos un video – che il Ministero e ICE hanno prodotto – per evidenziare i nostri punti di forza e sfatare alcuni dei principali luoghi comuni sull’Italia, cioè che il Made in Italy sia in grado di esprimere solo prodotti della moda e del design, oltre che naturalmente agroalimentari. Il video “ITALY THE EXTRAORDINARY COMMONPLACE” confuta gli stereotipi sull’Italia e la racconta dunque quale essa è, cioè un grande produttore di beni tecnologici, secondo esportatore europeo nel settore meccanica e automazione.

Dal Liceo “Righi” idee bio per il futuro

Verde 1Cesena ha fatto da apripista per il progetto europeo “Io giovane cittadino in Europa”, coordinato dalla Cooperativa Controvento con la partnership, fra gli altri, dei Comuni di Cesena, Forlì, Rimini, delle Facoltà di Architettura e Psicologia, e del Centro per l’Innovazione e lo Sviluppo Economico della Camera di Commercio della Provincia di Forlì-Cesena. Vi hanno partecipato giovani fra  i 18 e i 25 anni delle tre città, l’iniziativa ha l’obiettivo di stimolare la capacità progettuale e la partecipazione civile dei ragazzi attraverso lo sviluppo di una serie di progetti.

 

Tra le varie proposte presentate colpisce piacevolmente quella di sei ragazzi della classe 5° B-R del Liceo Scientifico “Augusto Righi” di Cesena: augurano una città più sensibile al verde ed all’agricoltura biologica grazie al progetto “Il mio piccolo bio”.

Esso vuole essere uno strumento di educazione del cittadino alla salute, al benessere ed al controllo diretto della propria alimentazione. I ragazzi promotori del programma spiegano che «l’idea è nata dalla constatazione della carenza di spazi verdi nella nostra città e in particolare nel privato e abbiamo pensato che potrebbe essere importante integrare la cultura della natura anche nel quotidiano. Abbiamo pensato allora ad un modo per recuperare la cultura e la cura del verde, carente nel nostro paese».

 

Continuano: «gli obbiettivi che ci siamo posti sono stati quelli di favorire la riflessione sulla necessità di rilocalizzare la produzione di cibo, per incrementare l’autonomia e la resilienza alimentare locale, di promuovere uno stile di vita basato sull’autonomia personale e d’incentivare l’autoproduzione di cibo a livello locale domestico, incentivando un’alimentazione più sana, sottoposta a controllo diretto».

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Tobin tax e soliti noti

TTaxSe ne parla poco ma può essere un punto fondamentale dal quale ripartire: la Tobin tax. Non voglio fare un excursus sulla vita di James Tobin e sul suo pensiero economico; è invece necessario ricordare ciò che segue: il professore, nobel per l’economia nel 1981, aveva pensato ad una tassa che colpisse tutte le transazioni finanziarie mondiali, eccetto i titoli di Stato. La tassa sarebbe dovuta essere quasi impercettibile per ogni singolo transazione ma moltiplicata per i miliardi di scambi avrebbe dovuto portare ad un gettito doppio rispetto alla cifra necessaria per sconfiggere la povertà assoluta nel mondo. I titoli di Stato sono ovviamente esclusi in quanto posseduti da fette ampissime di popolazione e in quanto necessari per rifinanziare lo Stato stesso. La tassa dunque nasce con nobili scopi: servizi pubblici migliori e gratuiti, meno tasse sui redditi bassi ed altri storici cavalli di battaglia della sinistra. Tobin infatti si è sempre detto di sinistra e con la sua tassa intendeva colpire i grandi speculatori che non portano vantaggio alla collettività.

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RISE UP a CESENA: testo della petizione

La gioventù europea sopporta per intero il peso della crisi economica. Noi siamo in prima linea di fronte alla disoccupazione, alla precarietà del lavoro, come pure alla strisciante privatizzazione della salute e del sistema di assistenza. Noi, prima di tutto, subiamo il grande costo degli alloggi, e quindi la perdita di autonomia, per cui la nostra generazione è costretta a vivere con i genitori.
Questa situazione è la diretta conseguenza delle politiche di austerità e dello smantellamento del nostro stato sociale, imposto dai conservatori e dai liberali in Europa, che ci priva del nostro futuro. Noi fermamente diciamo che la priorità in Europa è la lotta alla disoccupazione, la preservazione degli alti livelli di welfare e la diminuzione delle emissioni di gas serra. La democrazia e la volontà del popolo Europeo deve pesare di più delle decisioni dei mercati, delle agenzie di rating e della finanza.
Come giovani socialisti Europei, noi chiediamo al Consiglio Europeo e al Parlamento Europeo di fare marcia indietro sull’ austerità e di agire immediatamente in favore di un Europa fatta di occupazione, tutela dell’ambiente e democrazia. Continue reading

banchieri vs Banchieri: la crisi del capitalismo

da La Stampa del 30.1.12
Intervista a Muhammad Yunus (premio Nobel per la pace ed inventore del “microcredito”)
“Il capitalismo è un’auto vecchia. Va cambiato”

…qui a Davos, si è dibattuto molto sui mali e le cure del capitalismo…
«E’ vero, il dibattito c’è, ma continua ad essere condotto secondo i soliti schemi. Penso che in cuor nostro siamo tutti convinti che il capitalismo non funziona più e non può più funzionare, ma nessuno ha il coraggio di dire che va abbandonato».
Ne è convinto davvero?
«Ma certo. E’ come una vecchia auto che cade a pezzi. Un’auto che forse ci potrà portare al prossimo isolato ma non certo adatta per un lungo viaggio. Invece di cercare di costruire un’auto nuova ci ostiniamo tutti a cercare di riparare quella vecchia. Ma è impossibile, il capitalismo è un modello nato più di cent’anni fa, non tiene il passo con un mondo che cambia così in fretta». Continue reading