Uno storico risultato per l’Italia e Cesena

GD Foto EC 2014“Questo Paese è decisamente migliore di come ce lo raccontiamo”. Così il premier e segretario del Pd Matteo Renzi nell’apertura della conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo le europee dove ha sottolineato come “gli italiani hanno dimostrato, con una partecipazione significativa, forse la più alta d’Europa, che c’è un’Italia profonda che non si rassegna”. “Il primo segnale, prima ancora del risultato è che l’Italia c’è, è più forte delle paure che la attraversano ed è in grado di incidere con più forza in Europa. Io avverto questa responsabilità innanzitutto”.
“E’ stata una campagna elettorale molto feroce, dico ai a chi sarà eletto di abbassare i toni e alzare le ambizioni. Il risultato di questa notte ci dice che il cambiamento che abbiamo promesso deve arrivare in tempi ancora più veloci”.
“Grazie dal profondo del cuore a tutti italiani che hanno dimostrato con una partecipazione molto significativa, una delle più alte d’Europa, che questo Paese è decisamente migliore di come ce lo raccontiamo. L’Italia c’è! Confermo, non era un referendum sul governo, non lo considero un voto su di me. E’ un voto di speranza straordinaria di un Paese che ha tutte le condizioni per cambiare e per invitare l’Europa a cambiare. In Europa da una parte le forze che vengono definite populiste in alcuni Paesi hanno ottenuto un risultato straordinario e in altri un risultato significativo. Dall’altra parte c’è un’idea di Europa che ha fallito. Nel mezzo il grande spazio per il cambiamento possibile: riportare l’Europa ad essere il luogo delle famiglie, delle imprese. Questo è il nostro sogno. Questo risultato ci spinge fortissimamente ad avere consapevolezza del nostro compito”.

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La storia di un comico buffo

HitlerSi chiama populista chi racconta alla gente quello che vogliono sentirsi dire. In realtà sanno solo trovare capri espiatori per tutto ma mai la soluzione al problema. Bisognerebbe studiare e ripassare molto bene la storia. Negli anni ’20 del secolo scorso, la Germania dilaniata dalla disoccupazione (vera), dalla fame (quella vera), dalla crisi finanziaria (sempre quella vera) e da un’inflazione spaventosa si affidò ad un tipo buffo, con i baffetti alla Charlie Chaplin, che strillava nei comizi che la colpa era tutta dei politici corrotti, che bisognava mandarli tutti a casa e che lui avrebbe sistemato e risolto tutti i problemi del Paese. La gente accorreva, si divertiva e gli dava ragione e poi gli diede anche il voto; così il tipo buffo andò al potere, smise di essere buffo e quelli che ridevano smisero di ridere. La fine la conosciamo tutti. Una medicina sbagliata non guarisce ma affossa. Voglio concludere questo mio intervento citando un noto “statista” del secolo scorso, e se gli italiani voteranno ancora per la “medicina sbagliata” (cioè i vari Grillo, Berlusconi, Salvini e Meloni), ahimè e ahinoi, questo noto “statista” l’ha vista giusta anche questa volta:
«L’arte della propaganda consiste nel comprendere le idee emotive delle grandi masse e nel trovare, attraverso una forma psicologicamente corretta, la strada per raggiungere la loro attenzione ed il loro cuore. Da tutto ciò nasce la seguente regola: la ricettività delle grandi masse è molto limitata, la loro intelligenza modesta, ma il loro potere di dimenticare enorme.»
Adolf Hitler

Tratto da: “La storia di un tipo buffo”.

Leggo di regimi dittatoriali, di colpi di stato, di grandi complotti…

Cesena RenziLeggo di regimi dittatoriali, di innumerevoli colpi di stato, di grandi complotti per non mandare il “popolo” a votare. Meno male che questa dittatura non riguarda l’Italia, visto che negli ultimi 20 anni abbiamo votato ben sei volte (nel 1994, 1996, 2001, 2006, 2008 e 2013) e che presto ci accingeremo anche a votare per il Parlamento Europeo e le Amministrative. Menomale, dico io, che al governo non abbiamo un massone nominato dai banchieri ma il Segretario di un partito che ha preso più voti sia alla Camera che al Senato, che poi ha vinto praticamente tutte le elezioni amministrative del 2013, aggiudicandosi ben 19 su 21 comuni capoluogo di provincia: da Catania a Treviso, da Brescia a Siena, da Avellino a Vicenza, passando anche per la Capitale: Roma! Lo stesso partito che qualche mese fa ha vinto anche le Regionali in Friuli-Venezia Giulia, in Basilicata, in Trentino-Alto Adige ed in Sardegna. Mi dispiace tanto per molte persone che evidentemente risiedono in un qualche paese dove non si va mai a votare. Gli mando un abbraccio forte e tutta la mia solidarietà. Gli auguro, un giorno, di sperimentare la democrazia, o almeno di capire come funzioni.
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