Due Film per l’Ucraina

La tragica situazione in cui versa oggi il popolo ucraino non è che il risultato di tanti altri episodi di violenza e di guerra che lo hanno colpito nella sua recente storia. Per meglio comprendere e per conoscere appieno la genesi di questa guerra, abbiamo organizzato una rassegna di due film, “DOMBASS” di Sergei Loznitsa e “DIVIDED UKRAINE: WHAT LANGUAGE DO YOU EXPRESS LOVE IN?” di Federico Schiavi e Christine Reinhold.

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No alla guerra in Ucraina

Quello che sta accadendo in Ucraina sembra essere uscito da un film, ma purtroppo è una crudele realtà. Una realtà a cui gli Ucraini sono abituati da anni, sin da quando la strategia della tensione portata avanti da Putin ha mirato a separare il paese internamente e a ricattarlo più volte, minando la sovranità e la libertà di un intero popolo.

L’imperialismo che la Russia applica ai suoi vicini ricorda molto il modus operandi delle superpotenze durante la Guerra Fredda, ovvero di una politica di sottomissione che tutto cerca tranne che di promuovere la fratellanza dei popoli.

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Comune di Cesena: fermiamo la guerra a Gaza

stay human
[Ordine del Giorno approvato dal Consiglio Comunale di Cesena il 31/07/14]

Fermiamo la guerra a Gaza
Costruiamo la pace in Medio Oriente

Ordine del Giorno per la pace in Medio Oriente

Il Consiglio Comunale di CESENA

Di fronte ai diversi conflitti, guerre fra nazioni confinanti, fra etnie e gruppi opposti, come in Ucraina, Siria, Afghanistan o alla presenza di massacri e vere proprie pulizie di minoranze etnico-religiose, come i massacri di cattolici in Nigeria.

In considerazione della nuova escalation di violenza nella striscia di Gaza e in Israele che sta causando centinaia di morti e migliaia di feriti in particolar modo fra la popolazione civile palestinese.

Estremamente preoccupato per le drammatiche conseguenze di questa nuova guerra; per il protrarsi da decenni di un conflitto che ha prodotto tante ferite difficili da rimarginare, e che ha sollevato un muro, non solo metaforico, fra due popoli; per i violenti conflitti in corso in tutto il Medio Oriente e nel Mediterraneo.

Ricordando che la striscia di Gaza è divenuta una sorta di prigione a cielo aperto dove sopravvivono in condizioni disumane oltre un milione e settecentomila persone in gran parte bambini e donne, stipate in un lembo di terra che ha una delle più alte densità abitative del mondo.

Sottolineando che la pace e la sicurezza sono un diritto fondamentale, sia per Israele che per la popolazione Palestinese, che deve essere assolutamente riconosciuto e attuato a tutti i livelli; ma che non si può far passare per tutela della sicurezza dei veri e propri bombardamenti a tappeto su interi quartieri, scuole e ospedali della Striscia di Gaza.

Facendo tesoro dell’invito di Papa Francesco a trovare “il coraggio di compiere gesti concreti per costruire la pace, dato che il Consiglio Comunale stesso, i Comuni, le Province e le Regioni possono contribuire ad alleviare le sofferenze delle vittime innocenti del conflitto, a difendere i diritti umani, a promuovere il riconoscimento, il dialogo e la comprensione reciproca, a ricostruire la fiducia e la speranza nella pace, a sostenere i palestinesi e gli israeliani moderati che stanno lavorando per la pace e la riconciliazione tra i due popoli, a sollecitare l’impegno politico dell’Unione Europea e dei suoi membri.

Ricordando le numerose iniziative di solidarietà, cooperazione e diplomazia delle città realizzate sull’esempio di Giorgio La Pira, dal Coordinamento nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, a livello nazionale, in Medio Oriente e in Europa;
sottolineando il ruolo importante svolta a Cesena dal Centro Per La Pace Ernesto Balducci, molto attivo in città con numerosi eventi di grande coinvolgimento e spessore; come la fiaccolata organizzata a Cesena che ha coinvolto 14 associazioni/organizzazioni.

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La difesa della Patria «a distanza»

Di Manlio Dinucci – Il Manifesto 22/02/2012

Anche le forze armate devono subire un «sostanziale dimagrimento»: lo ha annunciato alle commissioni difesa di Senato e Camera il ministro Giampaolo Di Paola. Il governo Monti dimostra così che, di fronte alla crisi, tutti devono fare sacrifici. Dalla relazione del ministro emerge però che essi sono resi necessari non tanto dai tagli di bilancio, quanto dal fatto che le forze armate sono nella condizione di un pugile in soprappeso e poco allenato e devono quindi essere sottoposte a una cura di dimagrimento. Essa prevede la riduzione del personale militare da 183mila a 150mila e di quello civile da 30mila a 20mila, così da ottenere un calo del 30% in 5-6 anni. Continue reading