C’ÈSENA – C’è famiglia, c’è accoglienza!

È arrivato il momento che la Cesena accogliente, aperta, rispettosa delle diversità e dei diritti di tutti faccia sentire la propria voce!

I recenti episodi di violenza simbolica e di intimidazione contro una coppia omosessuale che stava festeggiando il giorno della propria Unione Civile sono di una gravità inaudita e fanno seguito ad altri gravi episodi di intolleranza, talvolta sconfinati nel razzismo, avvenuti contro i migranti e i senza fissa dimora nelle scorse settimane.

Non ci lasceremo intimorire di fronte a questi vili atti di prepotenza ma ci impegniamo a denunciarli e contrastarli, sperando di trovare nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine un importante alleato per evitare il perpetrarsi di questo clima.

Siamo un gruppo di associazioni e semplici cittadini che non sopportano questi episodi di omofobia e intolleranza, vogliamo mostrare che i valori del nostro territorio sono quelli del rispetto e della tolleranza.

Per fare questo ci ritroveremo in Piazza del Popolo a Cesena sabato 11 febbraio alle ore 17:00 per far sentire tutti insieme la nostra voce.

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We stand with Orlando

Manifestazione di solidarietàI Giovani Democratici di Cesena, colpiti dalle notizie che arrivano da Orlando in Florida, vogliono esprimere il proprio cordoglio agli Stati Uniti e alla comunità LGBT americana e mondiale per il triste attentato che purtroppo ha causato la morte di almeno 50 giovani, lasciandone feriti un numero ancora maggiore. Ancora una volta, come successe a Parigi, è stato colpito un luogo di ritrovo di molti ragazzi e ragazze, che rischiano di pagare il prezzo più alto di questa ondata d’odio.
Il folle gesto di aprire il fuoco in un locale è stato compiuto ovviamente per fanatismo e radicalismo religioso ma anche per odio omofobico: un odio alimentato da coloro che ogni giorno diffondono un clima di disprezzo e rifiuto nei confronti di una realtà diversa dalla propria. Abbiamo oggi una generazione di giovani da difendere dall’intolleranza e dalla paura.
Alla luce di quanto accaduto, la difesa dei diritti e delle libertà individuali si conferma una priorità decisiva e dopo l’importante passo in avanti in Italia rappresentato dal D.d.l. sulle Unioni Civili (che come GD consideriamo debba essere il primo passo verso il Matrimonio Egualitario) noi crediamo che sia arrivata l’ora, non più rimandabile, di approvare anche la legge sul contrasto all’omofobia, che giace ferma da tre anni in Senato.
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Svegliati Italia: una storia di principi

WP_20160123_011Tratto da: “Uniradio Cesena”
Scritto da: Alessia Jambice, 26 gennaio 2016

Il 23 gennaio, Cesena è scesa in piazza facendo la storia e lo ha fatto con grande dignità.
Milleduecento persone si sono date appuntamento in Piazza Mario Guidazzi alle 15.30 sfoggiando sorrisi e colori sgargianti. Non è stato un caso che fossimo lì quel giorno: la direzione nazionale Arcigay ha indetto un raduno su tutto il territorio nazionale e lo dimostrano le testimonianze delle oltre cento piazze italiane gremite di persone che urlavano il loro “sì” al DDL Cirinnà. Noi cesenati poi, avevamo un altro motivo per essere presenti in piazza sabato. Nello stesso giorno infatti il movimento delle “Sentinelle in piedi” ha organizzato una veglia, con raduno regionale, in Piazza del Popolo.

Tutto nasce qualche settimana prima, tra una manciata di Giovani Democratici e il presidente del circolo Alan Turing di Rimini, Marco Tonti. Sono anni che collaboriamo e ci inventiamo sempre un modo nuovo di sostenere i nostri principi, insieme. Questa volta, a pochi giorni dall’inizio della discussione in parlamento del DDL Cirinnà, abbiamo sentito la necessità di differenziarci in qualche modo da chi scendeva in piazza nel resto d’Italia e l’iniziativa delle sentinelle ci ha confermato che avevamo imboccato la direzione giusta. Ci siamo detti che manifestare la nostra presenza fisicamente, con i bellissimi palloncini di “Un Secco No” di Forlì e il contagioso entusiasmo dei ragazzi di Over the Rainbow di Lugo in sincronia con il resto del Paese fosse fondamentale ma che rispondere a tanta opposizione con una porta spalancata su dialogo e dibattito fosse un dovere morale imprescindibile.
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Unioni Civili, Bene Comune!

0001Da troppi anni l’Italia aspetta una legge che riconosca diritti e doveri alle coppie dello stesso sesso, tant’è che siamo rimasti gli ultimi in Europa a non avere alcuna forma di riconoscimento per queste coppie.
I Giovani Democratici di Cesena (assieme anche alle altre federazioni romagnole di Forlì, Imola, Ravenna e Rimini) hanno scelto di esprimersi congiuntamente con le oltre ottanta manifestazioni di “Svegliati Italia” previste sul territorio nazionale indette per la data del 23 gennaio dall’associazione Arcigay, ma distinguendone le modalità affinché il risultato possa essere quanto più possibile in linea con lo spirito dell’operato di tanti giovani che credono nella giustizia e nell’uguaglianza. Per questa ragione abbiamo scelto di non limitarci ad un simbolico raduno in piazza, ma di creare un importante momento di dialogo tra cittadinanza e istituzioni in cui le opinioni, le perplessità e finanche i dubbi di ciascuno, senza alcuna distinzione o discriminazione, possano trovare voce e, ci auspichiamo, una risposta; e non condividiamo chi vuole ridurre questo lavoro ad una semplice “contromanifestazione”.
Per questi motivi, oltre a partecipare assieme alle altre manifestazioni al ritrovo in Piazza Mario Guidazzi alle 15.30 e al successivo flesh mob in Piazza Giovanni Paolo II, abbiamo organizzato, presso lo storico Palazzo del Ridotto un momento di riflessione.
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ANCHE CESENA HA IL SUO REGISTRO DELLE UNIONI CIVILI

A seguito del dibattito sul riconoscimento dei diritti delle persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali) che in questi mesi si è ripresentato con forza, sia a livello locale che nazionale ed internazionale, è nato fra i militanti dei Giovani Democratici ed i Consiglieri Comunali del Partito Democratico di Cesena l’interesse per capire cosa nella nostra città si era fatto e si potesse fare per la tutela di questi diritti. Tutto è partito il 4 marzo di quest’anno con una riunione di approfondimento dei temi con le associazioni LGBT locali romagnole (Gruppo Lgbtqie* Rimbaud di Cesena, Un secco NO di Forlì, Arcigay “Alan Turing” di Rimini e Arcigay “Frida Byron” di Ravenna) ed è culminato il 29 giugno con la nostra iniziativa pubblica “Sì, lo voglio. Famiglie omosessuali: tra unioni ed adozioni” presso la Festa de l’Unità di Cesena dove si è fatto il punto della situazione su ciò che sta avvenendo in questi giorni in Parlamento al Senato riguardo il Ddl Cirinnà su Civil Partnership e Stepchild Adoption, disegno di legge che se approvato colmerà un ritardo storico che ci vede ancora fra i pochi paesi dell’occidente a non prevedere alcun riconoscimento per le coppie omosessuali.

In questo approfondimento ci siamo subito imbattuti, grazie al prezioso lavoro dei Consiglieri PD, in un Ordine del Giorno votato dal Consiglio Comunale di Cesena il 14 giugno 2007 (durante il secondo mandato del Sindaco Giordano Conti) in cui si chiedeva alla Giunta di istruire gli uffici comunali al rilascio alle coppie, anche dello stesso sesso, non sposate ma conviventi, della “Attestazione di Famiglia Anagrafica”. Questo provvedimento è sostanzialmente uguale ai provvedimenti con cui molti altri comuni hanno istituito il cosiddetto “Registro delle Unioni Civili”. Infatti, sia che la si chiami “Attestazione di Famiglia Anagrafica” o “Registro delle Unioni Civili”, in entrambi i casi ci si basa sulla definizione di famiglia che, per le finalità dell’anagrafe, viene data dall’art. 4 comma 1 del D.P.R. n.223/1989:«Agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune».
In sostanza, Cesena, al pari di tanti altri comuni italiani (recentemente questo registro è stato adottato a Roma e nella vicina Rimini), ha già da tempo il suo registro in cui le coppie, anche dello stesso sesso, non sposate ma unite da un comune progetto di vita, possono vedere riconosciuta la propria unione.

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SÌ, LO VOGLIO. Famiglie omosessuali: tra unioni e adozioni

v2I Giovani Democratici di Cesena organizzano “SÌ, LO VOGLIO. Famiglie omosessuali: tra unioni e adozioni”, lunedì 29 giugno 2015, alle ore 21:00, presso la Festa Democratica de l’Unità di Cesena in Piazzale Enrico Berlinguer.

L’iniziativa affronta il delicato tema del riconoscimento dei diritti e dei doveri alle persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali).
Purtroppo il nostro Paese è tra gli ultimi in Europa a non avere una legislazione che protegga i nostri concittadini LGBT dalla discriminazione sessuale, e che riconosca i legami e le famiglie formate tra persone dello stesso sesso.

Il Partito Democratico, sia con la coalizione “Italia Bene Comune” guidata da Pier Luigi Bersani, sia con il programma con cui Matteo Renzi ha vinto le primarie, ha da tempo stabilito una via per uscire da questo vuoto di civiltà che ci riguarda: l’approvazione di una legge contro l’omofobia e la transfobia, ed il riconoscimento delle Civil Partnerships (Unioni Civili sul modello tedesco) e della Stepchild Adoption (possibilità di adottare i figli biologici del proprio partner).

Purtroppo ad oggi ancora nessuno di questi progetti si è concretizzato. Ecco perché i diritti delle persone omosessuali hanno bisogno dell’appoggio di tutti noi, dal momento che non si tratta solo di “Diritti LGBT” ma di “Diritti Umani”. Inoltre significa difendere l’idea di un Paese senza discriminazioni e uguale per tutti. Così come è scritto nella nostra Costituzione, e così come anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella afferma che bisogna «promuovere il rispetto delle differenze laddove invece la diversità scatena reazioni intolleranti. […] E costruire al loro posto una cultura che assuma l’inclusione come obiettivo sociale, […] che contrasti l’omofobia e la transfobia, perché la piena affermazione di ogni persona è una ricchezza inestimabile per l’intera comunità».

I Giovani Democratici, sia a livello nazionale che locale, sono da sempre in prima linea perché anche in Italia si arrivi ad una legislazione in materia.

Per capire in che direzione ci si sta muovendo ci incontreremo (a differenza di quanto già annunciato la senatrice Cirinnà non potrà essere presente a causa di urgenti lavori parlamentari in commissione giustizia proprio sul D.d.l sulle Unioni Civili) con: Rosanna Filippin, Senatrice della Repubblica; con Mara Valdinosi, Senatrice della Repubblica; e con Marco Tonti, Presidente Arcigay “Alan Turing” di Rimini. L’ingresso all’iniziativa è libero.

Infine ci auspichiamo, dunque, che i cittadini cesenati e romagnoli partecipino numerosi per vivere assieme un bel momento di confronto, dibattito ed approfondimento.

La risposta dei Giovani Democratici al direttore del Corriere Cesenate

abcSecondo il “Corriere Cesenate”, il settimanale diocesano locale, in particolare i Giovani Democratici di Cesena e con noi le altre associazioni che hanno aderito all’iniziativa promossa dal Gruppo Rimbaud Lgbtqie di Cesena, saremmo dovuti scendere in piazza a manifestare con intenti tutt’altro che pacifici e senza alcuna apparente motivazione.
Prima di lanciare accuse e fomentare disinformazione tra i suoi lettori pregheremmo il direttore del suddetto settimanale Francesco Zanotti, e con lui tutta la direzione giornalistica, di informarsi meglio al fine di evitare il diffondersi di notizie del tutto infondate.
Sia in vari comunicati da noi inviati alla stampa, che sui nostri social network, abbiamo sempre espresso il nostro intento pacifico e la volontà di non interferire in alcun modo nella manifestazione delle “Sentinelle in piedi”, perché noi alla libertà di espressione ci crediamo veramente.
Inoltre abbiamo anche affermato che, se ciò sciaguratamente fosse accaduto da parte di qualche fanatico di entrambe le fazioni, ci saremmo opposti ad ogni azione violenta perpetrata per disturbare entrambe le manifestazioni.
Fortunatamente, ora è evidente agli occhi di tutti, la nostra manifestazione è stata pacifica come da noi annunciata. Ed ha avuto anche un ottimo successo. Sono accorse numerose associazioni, singoli, famiglie, giovani ed anziani per affermare e ribadire un secco no all’omofobia e, stando ai dati fornita dall’Ansa, in Piazza del Popolo sono accorse oltre 500 persone per manifestare a favore dei diritti LGBT.

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#iosonoRIMBAUD

10436247_10205950038859542_7115178833372920540_nSabato prossimo saranno a Cesena le “Sentinelle in piedi” e noi, Giovani Democratici di Cesena, desideriamo affermare con forza i valori di libertà ed ugualgianza. Per questo sabato saremo a fianco del Gruppo Rimbaud a riaffermare che l’amore è tale in ogni forma e non dev’essere represso a causa delle idee ottuse e medievali di una minoranza.
Noi, come Giovani Democratici di Cesena ma anche come giovani cittadini, stiamo dalla parte dei diritti senza limitazioni di ordine religioso né ideologico. La manifestazione sarà senza provocazioni, colorata e assolutamente pacifica poichè sappiamo bene che solo chi non ha idee usa la violenza fisica e psicologica.
Questo è solo l’inizio di un percorso di azione politica per i diritti e la libertà che continueremo fin quando sarà necessario.

Spegniamo l’odio: no omofobia!

Si intitola “Spegniamo l’odio!” il video contro l’omotransfobia realizzato da Arcigay, finanziato dal Progetto LGBT del Consiglio d’Europa nell’ambito delle attività previste per combattere la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere. L’animazione, diffusa oggi nel web e firmata da “Latte creative”, raccoglie espressioni e frasi omofobe pronunciate da politici e personaggi pubblici italiani. Si riconoscono in particolare le parole di Vittorio Sgarbi, Daniela Santanchè, Giancarlo Gentilini, Giancarlo Cerrelli, Pino Scotto, Mariano Apicella, Romano La Russa, Padre Livio (Radio Maria), Alessandra Mussolini. “È un atto d’accusa contro le parole di odio e di disprezzo di cui sono oggetto quotidianamente le persone LGBT” dice Flavio Romani, presidente di Arcigay. Arcigay ha associato al video una petizione, lanciata attraverso Change.org e rivolta ai membri del Senato, dove attualmente è in discussione la proposta di legge contro l’omotransfobia

Firma qui la petizione su Change.org!

Renzi ai partiti: nuova legge elettorale, più diritti civili e riforma del Senato

Renzi PDAnno nuovo, si riparte. Matteo Renzi, neosegretario PD, non perde tempo e comincia il 2014 proponendo alle altre forze politiche le opzioni su cui il Partito Democratico sarebbe disponibile a trovare un accordo in materia di legge elettorale e riforme istituzionali. Renzi chiede «un accordo serio, istituzionale, su tre punti:

legge elettorale, riforma del bicameralismo e una riforma del Titolo V».

La riforma del Titolo V consiste nell’abolizione del Senato e la sua sostituzione con la Camera delle Autonomie oltre alla modifica di alcuni poteri delle Regioni da riportate allo Stato.

 

IN SINTESI LE IDEE DI MATTEO RENZI

LEGGE ELETTORALE – «Sulla legge elettorale «rinunciamo a formulare la nostra proposta ma offriamo diversi modelli alle forze politiche che siedono insieme a noi in Parlamento» scrive sul suo sito lo stesso Renzi nella prima enews dell’anno, elencando tre modelli: quelli della legge elettorale spagnola; della legge Mattarella rivisitata; e del doppio turno di coalizione come per i sindaci.

IN AULA PRIMA SETTIMANA DI FEBBRAIO – «La deadline è quella che ha la Camera, che sta affrontando questa riforma e che deve andare in Commissione Affari Istituzionali con un testo da presentare alla fine di gennaio e poi andare in aula la prima settimana di febbraio: spero si possano rispettare questi tempi». Così il segretario del Pd e sindaco di Firenze ha chiarito a margine della conferenza stampa per presentare gli eventi culturali per il 2014 del capoluogo toscano. «Se si vuole – ha concluso Renzi – e c’è la volontà politica, in un mese si chiude».

DIRITTI CIVILI – Nel patto di coalizione, spiega ancora Renzi descrivendo le proposte ai partiti, il PD chiederà anche «che ci sia un capitolo Diritti Civili con le modifiche alla Bossi Fini, le unioni civili per persone dello stesso sesso, la legge sulla cooperazione internazionale, i provvedimenti per le famiglie e una disciplina più efficace delle adozioni». Altre proposte arrivano da Renzi anche in materia di riforma della Costituzione.

ORA O MAI PIU’ – Il segretario del PD twitta: «Non ci sono più alibi». E linka la stessa e-news in cui tra le altre cose si legge: «Il mandato delle primarie dell’8 dicembre è fortissimo e non accetta compromessi: subito una legge elettorale seria, riforma della politica con tagli per un miliardo di euro, provvedimenti immediati sul lavoro perché torni un briciolo di speranza nel futuro dell’Italia. Bene, allora tiriamo giù le carte».

APPELLO AI PARTITI – Il segretario del PD poi aggiunge: «Siamo pronti a cambiare verso alla politica italiana, rimpicciolita nelle proprie ambizioni da anni di pigrizia e conservazione». E fa girare in rete la lettera da lui scritta ai partiti con le proposte di riforma elettorale. «Da noi i cittadini oggi esigono rapidità di decisione e chiarezza delle posizioni. Oggi, primo giorno lavorativo del 2014, dobbiamo dimostrare di aver chiaro che non possiamo perdere neanche un secondo».

BASTA ALIBI – «Togliamo gli alibi agli altri: sono tre soluzioni molto diverse l’una dall’altra ma tutte e tre con la fondamentale caratteristica di rispettare il mandato delle primarie dell’8 dicembre che costituisce il riferimento fondamentale mio e del PD… Mi hanno detto: “Matteo almeno aspetta il ponte. Fino all’Epifania stai fermo”. Non scherziamo! Sono vent’anni che la classe politica sta facendo il ponte. Partiamo, dai!».

JOB ACT – «La direzione del PD sarà convocata per il 16 gennaio. In quella sede mostreremo anche come vogliamo procedere per il Job Act che è un documento molto più articolato di quello che si è letto fino ad oggi». Intanto è prevista per sabato 4 gennaio alle 11 a Firenze la prima segreteria del PD del 2014.

PROPOSTE PER TUTTI – Le proposte sulla legge elettorale sono per «tutte le forze. Deciderà Grillo che fare» ha risposto Renzi ai giornalisti durante una conferenza stampa. «Su tante cose – ha aggiunto – Grillo rinuncia ad avere un confronto o fa ostruzionismo, come sull’abolizione delle Province». Quello che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano «è stato un bel discorso» ha aggiunto il segretario del PD ma il «miglior modo di commentarlo è cominciare a fare subito le riforme». «Sono convinto, ci auguriamo, che il PD possa vincere con tutte e tre le proposte. Ma vinci – ha precisato – se hai proposte e idee credibili per gli italiani».

DIREZIONE, SEGRETERIA E JOB ACT – «Ho chiesto al presidente dei senatori del PD, Luigi Zanda, di incontrare i senatori il prossimo 14 gennaio così ci parliamo in faccia, senza troppi giri di parole, circa la necessaria trasformazione del Senato in Camera delle Autonomie e quindi la cancellazione di incarichi elettivi e retribuiti in Senato» ha aggiunto Renzi che ha annunciato poi che la «Direzione del PD sarà convocata per il 16 gennaio» e «in quella sede mostreremo anche come vogliamo procedere per il Job Act – conclude il segretario – che è un documento molto più articolato di quello che si è letto fino ad oggi».

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Love is Right: in piazza contro l’omofobia

RainbowFlag“Love is Right – Diritti senza compromessi”. Il video promuove la manifestazione nazionale di sabato 7 dicembre in piazza dei Santi Apostoli, a Roma, per chiedere l’uguaglianza dei diritti per le persone gay, lesbiche e transessuali. Le associazioni che compongono il movimento Lgbt (Agedo, Arcilesbica, Arcigay, Certi Diritti, Equality Italia, Famiglie Arcobaleno e Mit-Movimento Identità Transessuale) hanno scelto di scendere in piazza per rivendicare un sistema di leggi che garantisca le libertà, l’autodeterminazione e i diritti civili.
Testimonial della campagna Claudia Gerini, Valeria Solarino, Giulia Michelini, Anna Falchi, Chiara Caselli, Marco Cocci, Giorgio Marchesi, Alessandro Tiberi, Fabrizio Falco, Filippo Nigro, Alessandro Roja, Michele Venitucci, Andrea Napoleoni, il regista del video è Marco Simon Puccioni
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Guarda il video

www.loveisright.it

Dal congresso: matrimonio per tutti!

CONGRESSO REGIONALE GIOVANI DEMOCRATICI EMILIA-ROMAGNA
Rimini, 18 marzo 2012
Documento approvato a larghissima maggioranza dalla platea congressuale.

La sentenza della Suprema Corte di pochi giorni fa ha sancito il diritto per tutti a vivere la propria affettività e la propria vita familiare.
Questa sentenza arriva a poche settimane da un omologo pronunciamento del Tribunale di Reggio Emilia che ha concesso il permesso di soggiorno ad un cittadino straniero, coniugato in Spagna con un cittadino italiano, per il medesimo motivo, ovvero affinché potessero vivere pienamente la propria vita coniugale, pur senza la possibilità di un riconoscimento formale della loro unione.
La sentenza della Cassazione ha posto in modo chiaro e netto un punto di non ritorno: tutti hanno diritto a vivere la propria affettività.
Questo pronunciamento ha dall’altra parte fotografato una situazione che ormai il nostro Paese può tollerare: la totale invisibilità degli omosessuali davanti alle Istituzioni dello Stato italiano, una situazione che ci allontana da buona parte degli Stati europei.
Ma sbaglieremmo se ritenessimo di coprire questo vuoto riaprendo un dibattito su una potenziale legge sulle coppie di fatto, che siano i Pacs alla francese o altro istituto giuridico similare.
Sarebbe un tentativo di coprire un gap giuridico e sociale con istituti giuridici che ormai stanno per essere superati e che verrebbero creati solamente per non voler equiparare totalmente coppie eterosessuali e omosessuali, rischiando inoltre di creare un doppione giuridico. Continue reading