Referendum Costituzionale: i risultati a Cesena e in Italia

A Cesena l’affluenza definitiva si è assestata al 79,5%, vale a dire ben 59.300 votanti (65,5% affluenza totale in Italia).
I “Sì” hanno staccato i “No” di più di 4.500 voti. Per l’esattezza i “Sì” sono stati 31.753, pari al 53,9%, mentre i “No” sono stati 27.103 (il 46,1%).
Invece nel resto del Paese ha prevalso il “No” con il 59,1%, il “Sì” si ferma al 40,9% delle preferenze.

Sì lotta!

14980755_1328699650495207_4359113851154014849_nIl 4 Dicembre i cittadini avranno una straordinaria occasione: saranno chiamati a scegliere tra il Sì e il No alla riforma costituzionale.
Su questa riforma sono state dette molte cose, alcune vere, altre (molte) false e, in ogni caso, i toni sono stati esagerati ed eccessivi e le polemiche spesso nascondono livori che nulla hanno di politico.
Come orientarsi?
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Ecco perché amo la politica

Classe Dem 1Titolo originale: “ClasseDem mi ha insegnato perchè amo la politica”
Scritto da: Lorenzo Borga, 12 aprile 2016
Dal blog: “Lo stato solido”

Scrivo questo post a poco più di 24 ore dalla chiusura della prima edizione di ClasseDem. Per chi non lo sapesse, si tratta della scuola nazionale di formazione politica organizzata dal Partito Democratico, 5 weekend di incontri e conferenze a Roma, da febbraio ad aprile. Un’esperienza importante che ha coinvolto 400 ragazzi e ragazze da tutta Italia e che dimostra quanto il mio partito, il Partito Democratico (ebbene sì, sono tesserato da ottobre 2015 da quando lavoro a “Una nuova Scuola per il Trentino“) punti sulla formazione e sulla selezione della classe dirigente. Una delle funzioni fondamentale che la democrazia rappresentativa affida ai partiti, che se ne prendono ancora troppo poco carico.

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La modernità, le abitudini nostrane e la capacità di non decidere

Utilizzo strumenti di pagamento diversi dal contante in Europa.

L’Italia preferisce il contante, pagamenti elettronici al palo. Fonte: elaborazione “Sole 24 Ore” di dati ABI, Banca d’Italia e BCE.

Quello di ottobre si sta rivelando un mese ricco di appuntamenti sul fronte tanto parlamentare quanto dell’esecutivo. Si è discusso molto dei tempi del voto in Aula del DDL, cosiddetto “Cirinnà”, riguardante l’istituzione delle Unioni Civili tra persone dello stesso sesso e la stepchild adoption, punto, quest’ultimo, assai dibattuto nella maggioranza che sostiene il governo, anche nel PD stesso. Per non parlare, poi, della “riforma delle riforme”, quella Costituzionale, riguardante il Senato e il suo nuovo ruolo istituzionale.

Ma come ogni anno, da ormai diversi anni a questa parte, ottobre diventa il mese cruciale per la discussione ed in seguito l’approvazione della Legge di Stabilità, la vecchia Finanziaria.
La principale leva di politica economica in mano al Governo, uno strumento che dovrebbe dare l’indirizzo di movimento della mano statale nell’anno successivo. Uno strumento, però, attorno al quale si scatenano le discussioni più farsesche, degne del peggior repertorio di bassa politica in Italia. Scrivo queste righe a poche ore dal licenziamento della Legge di Stabilità da parte del Consiglio dei Ministri proprio per non cadere nell’errore di parlare o addirittura valutare misure non ancora ufficiali.

Tra i tanti provvedimenti della Legge di Stabilità ve n’è uno che ha scatenato non poche polemiche, a dire la verità poca roba rispetto all’asprezza del confronto che si scatenò, ad esempio, sugli 80 euro. A sorpresa, infatti, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervistato martedì mattina alla radio RTL 102.5, ha annunciato l’innalzamento del tetto per i pagamenti in contanti a 3000 euro dai 1000 euro stabiliti in precedenza dal Governo Monti alla fine del 2011.  La materia non è di poco conto. Il denaro contante non è tracciabile, al contrario del pagamento elettronico. Diciamo che se tra la moneta contante e quella virtuale ve n’è una utilizzata dagli evasori, particolarmente dell’IVA, è senza dubbio la prima.

Variazione tetto utilizzo del contante dal 2008

Come sono cambiati in Italia i limiti all’uso del contante. Fonte: CGIA di Mestre

Ma è il ragionamento economico stante dietro questa misura che mi lascia perplesso.

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SÌ, LO VOGLIO. Famiglie omosessuali: tra unioni e adozioni

v2I Giovani Democratici di Cesena organizzano “SÌ, LO VOGLIO. Famiglie omosessuali: tra unioni e adozioni”, lunedì 29 giugno 2015, alle ore 21:00, presso la Festa Democratica de l’Unità di Cesena in Piazzale Enrico Berlinguer.

L’iniziativa affronta il delicato tema del riconoscimento dei diritti e dei doveri alle persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali).
Purtroppo il nostro Paese è tra gli ultimi in Europa a non avere una legislazione che protegga i nostri concittadini LGBT dalla discriminazione sessuale, e che riconosca i legami e le famiglie formate tra persone dello stesso sesso.

Il Partito Democratico, sia con la coalizione “Italia Bene Comune” guidata da Pier Luigi Bersani, sia con il programma con cui Matteo Renzi ha vinto le primarie, ha da tempo stabilito una via per uscire da questo vuoto di civiltà che ci riguarda: l’approvazione di una legge contro l’omofobia e la transfobia, ed il riconoscimento delle Civil Partnerships (Unioni Civili sul modello tedesco) e della Stepchild Adoption (possibilità di adottare i figli biologici del proprio partner).

Purtroppo ad oggi ancora nessuno di questi progetti si è concretizzato. Ecco perché i diritti delle persone omosessuali hanno bisogno dell’appoggio di tutti noi, dal momento che non si tratta solo di “Diritti LGBT” ma di “Diritti Umani”. Inoltre significa difendere l’idea di un Paese senza discriminazioni e uguale per tutti. Così come è scritto nella nostra Costituzione, e così come anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella afferma che bisogna «promuovere il rispetto delle differenze laddove invece la diversità scatena reazioni intolleranti. […] E costruire al loro posto una cultura che assuma l’inclusione come obiettivo sociale, […] che contrasti l’omofobia e la transfobia, perché la piena affermazione di ogni persona è una ricchezza inestimabile per l’intera comunità».

I Giovani Democratici, sia a livello nazionale che locale, sono da sempre in prima linea perché anche in Italia si arrivi ad una legislazione in materia.

Per capire in che direzione ci si sta muovendo ci incontreremo (a differenza di quanto già annunciato la senatrice Cirinnà non potrà essere presente a causa di urgenti lavori parlamentari in commissione giustizia proprio sul D.d.l sulle Unioni Civili) con: Rosanna Filippin, Senatrice della Repubblica; con Mara Valdinosi, Senatrice della Repubblica; e con Marco Tonti, Presidente Arcigay “Alan Turing” di Rimini. L’ingresso all’iniziativa è libero.

Infine ci auspichiamo, dunque, che i cittadini cesenati e romagnoli partecipino numerosi per vivere assieme un bel momento di confronto, dibattito ed approfondimento.

‎#Factory365‬

factoryFactory 365‬ è l’evento dei Giovani Democratici che si svolgerà dal 7 all’8 dicembre a Roma presso la Factory Pelanda dell’ex Mattatoio di Roma. Nasce dal lavoro di tante ragazze e tanti ragazzi che condividono un’idea: quella di un Partito Democratico come luogo della discussione e del confronto del centro-sinistra in Italia. Abbiamo l’ambizione di dare un contributo a tutto il partito, di energie, di merito e di metodo, e la politica é più bella se la si vive assieme, come dimensione di impegno civile, ideale e collettivo. Questo è il nostro obiettivo, ripartire da una comunità e non dai singoli.
Saranno presenti 58 tavoli di discussione (ai quali ci si potrà iscrivere on line attraverso il sito www.factory365.it) per parlare e discutere insieme di ambiente, diritti, lavoro, europa, legalità, cultura, innovazione perchè crediamo che solo con un confronto ampio su questi temi il Partito Democratico abbia davvero senso e la forza di poter lavorare in Parlamento. In fine ci sarà una sessione finale in cui interverrà il Presidente del Consiglio e Segretario del PD Matteo Renzi.
Per il viaggio l’unione regionale sta provvedendo ad organizzare un pullman in base al numero dei partecipanti. Per tali ragioni preghiamo agli interessati di farci pervenire nel più breve tempo possibile l’interessamento. Chi vuole andare ci contatti. ‪#‎stacce‬

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Uno storico risultato per l’Italia e Cesena

GD Foto EC 2014“Questo Paese è decisamente migliore di come ce lo raccontiamo”. Così il premier e segretario del Pd Matteo Renzi nell’apertura della conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo le europee dove ha sottolineato come “gli italiani hanno dimostrato, con una partecipazione significativa, forse la più alta d’Europa, che c’è un’Italia profonda che non si rassegna”. “Il primo segnale, prima ancora del risultato è che l’Italia c’è, è più forte delle paure che la attraversano ed è in grado di incidere con più forza in Europa. Io avverto questa responsabilità innanzitutto”.
“E’ stata una campagna elettorale molto feroce, dico ai a chi sarà eletto di abbassare i toni e alzare le ambizioni. Il risultato di questa notte ci dice che il cambiamento che abbiamo promesso deve arrivare in tempi ancora più veloci”.
“Grazie dal profondo del cuore a tutti italiani che hanno dimostrato con una partecipazione molto significativa, una delle più alte d’Europa, che questo Paese è decisamente migliore di come ce lo raccontiamo. L’Italia c’è! Confermo, non era un referendum sul governo, non lo considero un voto su di me. E’ un voto di speranza straordinaria di un Paese che ha tutte le condizioni per cambiare e per invitare l’Europa a cambiare. In Europa da una parte le forze che vengono definite populiste in alcuni Paesi hanno ottenuto un risultato straordinario e in altri un risultato significativo. Dall’altra parte c’è un’idea di Europa che ha fallito. Nel mezzo il grande spazio per il cambiamento possibile: riportare l’Europa ad essere il luogo delle famiglie, delle imprese. Questo è il nostro sogno. Questo risultato ci spinge fortissimamente ad avere consapevolezza del nostro compito”.

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Il Premier e Segretario PD Renzi a Cesena!

Matteo Renzi CesenaMatteo Renzi sceglie Cesena per incontrare i cittadini della Romagna. Il Presidente del Consiglio ha infatti confermato il suo arrivo a Cesena alle ore 21:00 di venerdì 16 maggio. L’appuntamento per tutti i cesenati ed i romagnoli è in Piazza del Popolo dove, ad accoglierlo, troverà anche il candidato Sindaco della coalizione di centrosinistra Paolo Lucchi ed il candidato romagnolo alle elezioni europee Damiano Zoffoli“. Con queste parole, Fabrizio Landi, Segretario Territoriale del Pd cesenate, ha annunciato il ritorno di Renzi a Cesena, ad oltre un anno e mezzo dalla sua ultima visita (autunno 2012 al Teatro Bonci) e, per la prima volta, da quando è a capo del Governo. “Siamo, naturalmente, molto soddisfatti della scelta di Renzi – ha proseguito Landi – e consapevoli dell’importanza di questa visita che, ancora una volta, pone Cesena al centro della Romagna. Siamo certi che l’evento costituirà per tutto il territorio una occasione di grande importanza per ascoltare direttamente dal Segretario del nostro Partito, quali motivazioni e quali tempi stiano guidando le scelte che porteranno il nostro Paese fuori dalla crisi economica e sociale che ci sta attanagliando. Sono certo che i cesenati accoglieranno Matteo Renzi con l’entusiasmo e la forza che da sempre ci caratterizza”.
Non possiamo che essere felici della visita del Presidente del Consiglio e Segretario del Partito Democratico Matteo Renzi: anche la sua scelta conferma che Cesena non si ferma!

Jobs Act, un cantiere aperto

Operai in pausa pranzo sospesi sul vuoto. Di lì a pochi anni saranno investiti dalla Grande Depressione

Operai in pausa pranzo sospesi sul vuoto. Di lì a pochi anni saranno investiti dalla Grande Depressione

Il 9  gennaio Matteo Renzi ha presentato il Jobs Act, piano per il lavoro che il PD presenterà all’esame dell’esecutivo e del Parlamento. Il segretario ha specificato che per ora è solo una bozza ma il Jobs Act si arricchirà in queste settimane grazie al contributo di tutte le componenti del partito (parlamentari, amministratori locali, circoli, etc…). Attenzione però: solo l’imprenditore privato può creare lavoro, non le leggi. Ma quest’ultime possono mettere l’imprenditore nelle condizioni di assumere. L’obbiettivo dunque è permettere che questo Paese torni ad essere leader nel mondo. Le potenzialità ci sono e sono uniche, sfruttiamole.

Ecco il testo della bozza, divisa in tre parti:

Parte A – Il Sistema

1. Energia. Il dislivello tra aziende italiane e europee è insostenibile e pesa sulla produttività. Il primo segnale è ridurre del 10% il costo per le aziende, soprattutto per le piccole imprese che sono quelle che soffrono di più (Interventi dell’Autorità di Garanzia, riduzione degli incentivi cosiddetti interrompibili).

2. Tasse. Chi produce lavoro paga di meno, chi si muove in ambito finanziario paga di più, consentendo una riduzione del 10% dell’IRAP per le aziende. Segnale di equità oltre che concreto aiuto a chi investe.

3. Revisione della spesa. Vincolo di ogni risparmio di spesa corrente che arriverà dalla revisione della spesa alla corrispettiva riduzione fiscale sul reddito da lavoro.

4. Azioni dell’agenda digitale. Fatturazione elettronica, pagamenti elettronici, investimenti sulla rete.

5. Eliminazione dell’obbligo di iscrizione alle Camere di Commercio. Piccolo risparmio per le aziende, ma segnale contro ogni corporazioni. Funzioni delle Camere assegnate a Enti territoriali pubblici.

6. Eliminazione della figura del dirigente a tempo indeterminato nel settore pubblico. Un dipendente pubblico è a tempo indeterminato se vince concorso. Un dirigente no. Stop allo strapotere delle burocrazie ministeriali.

7. Burocrazia. Intervento di semplificazione amministrativa sulla procedura di spesa pubblica sia per i residui ancora aperti (al Ministero dell’Ambiente circa 1 miliardo di euro sarebbe a disposizione immediatamente) sia per le strutture demaniali sul modello che vale oggi per gli interventi militari. I Sindaci decidono destinazioni, parere in 60 giorni di tutti i soggetti interessati, e poi nessuno può interrompere il processo. Obbligo di certezza della tempistica nel procedimento amministrativo, sia in sede di Conferenza dei servizi che di valutazione di impatto ambientale. Eliminazione della sospensiva nel giudizio amministrativo.

8. Adozione dell’obbligo di trasparenza: amministrazioni pubbliche, partiti, sindacati hanno il dovere di pubblicare online ogni entrata e ogni uscita, in modo chiaro, preciso e circostanziato.

Parte B – I nuovi posti di lavoro

Per ognuno di questi sette settori, il JobsAct conterrà un singolo piano industriale con indicazione delle singole azioni operative e concrete necessarie a creare posti di lavoro.

a) Cultura, turismo, agricoltura e cibo.
b) Made in Italy (dalla moda al design, passando per l’artigianato e per i makers)
c) ICT
d) Green Economy
e) Nuovo Welfare
f) Edilizia
g) Manifattura

Parte C – Le regole

1. Semplificazione delle norme. Presentazione entro otto mesi di un codice del lavoro che racchiuda e semplifichi tutte le regole attualmente esistenti e sia ben comprensibile anche all’estero.

2. Riduzione delle varie forme contrattuali, oltre 40, che hanno prodotto uno spezzatino insostenibile. Processo verso un contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti.

3. Assegno universale per chi perde il posto di lavoro, anche per chi oggi non ne avrebbe diritto, con l’obbligo di seguire un corso di formazione professionale e di non rifiutare più di una nuova proposta di lavoro.

4. Obbligo di rendicontazione online ex post per ogni voce dei denari utilizzati per la formazione professionale finanziata da denaro pubblico. Ma presupposto dell’erogazione deve essere l’effettiva domanda delle imprese. Criteri di valutazione meritocratici delle agenzie di formazione con cancellazione dagli elenchi per chi non rispetta determinati standard di performance.

5. Agenzia Unica Federale che coordini e indirizzi i centri per l’impiego, la formazione e l’erogazione degli ammortizzatori sociali.

6. Legge sulla rappresentatività sindacale e presenza dei rappresentanti eletti direttamente dai lavoratori nei CDA delle grandi aziende.

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Cannabis libera? Se non ora quando…

Da “L’Unità”

Scritto da Rachele Gonnelli, 8 gennaio 2014

Titolo originale: “Cannabis libera? Se non ora quando…

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Legalizzare la cannabis. Trent’anni dopo i primi “tentativi” del legislatore, torna d’attualità, con tanto di nuova proposta di legge presentata in Parlamento dal senatore Pd Luigi Manconi. Ma soprattutto la battaglia rompe i tradizionali steccati ed esce dalla marginalizzazione dell’ultimo decennio, quello in cui ha dominato la legge Fini-Giovanardi, con il suo approccio iper-proibizionista che abolendo persino la modica quantità e punendo il consumo ha intasato le carceri e aperto le porte dell’inferno giudiziario a centinaia di migliaia di adolescenti con un paio di «canne» in tasca.

Il dibattito sulla liberalizzazione questa volta si è riacceso in un luogo politico inconsueto: la Lega Nord. È stato ieri, alle due del pomeriggio, quando l’assessore leghista all’Agricoltura della Regione Lombardia Gianni Fava ha scritto in un post: «Credo valga la pena cominciare a parlarne seriamente». Scofessato dal segretario del Carroccio Matteo Salvini, ha ridotto il tiro: «Trattasi di opinione personale che non impegna la Lega», ma il governatore della Lombardia Roberto Maroni, a quel punto, ha sbandato: prima è sembrato appoggiare il suo assessore, ritwittando il post, poi lo ha sconfessato, dando la colpa al suo staff della comunicazione che «aveva capito male». Atteggiamento ondivago che ha indispettito il Nuovo centro destra lombardo.

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Renzi ai partiti: nuova legge elettorale, più diritti civili e riforma del Senato

Renzi PDAnno nuovo, si riparte. Matteo Renzi, neosegretario PD, non perde tempo e comincia il 2014 proponendo alle altre forze politiche le opzioni su cui il Partito Democratico sarebbe disponibile a trovare un accordo in materia di legge elettorale e riforme istituzionali. Renzi chiede «un accordo serio, istituzionale, su tre punti:

legge elettorale, riforma del bicameralismo e una riforma del Titolo V».

La riforma del Titolo V consiste nell’abolizione del Senato e la sua sostituzione con la Camera delle Autonomie oltre alla modifica di alcuni poteri delle Regioni da riportate allo Stato.

 

IN SINTESI LE IDEE DI MATTEO RENZI

LEGGE ELETTORALE – «Sulla legge elettorale «rinunciamo a formulare la nostra proposta ma offriamo diversi modelli alle forze politiche che siedono insieme a noi in Parlamento» scrive sul suo sito lo stesso Renzi nella prima enews dell’anno, elencando tre modelli: quelli della legge elettorale spagnola; della legge Mattarella rivisitata; e del doppio turno di coalizione come per i sindaci.

IN AULA PRIMA SETTIMANA DI FEBBRAIO – «La deadline è quella che ha la Camera, che sta affrontando questa riforma e che deve andare in Commissione Affari Istituzionali con un testo da presentare alla fine di gennaio e poi andare in aula la prima settimana di febbraio: spero si possano rispettare questi tempi». Così il segretario del Pd e sindaco di Firenze ha chiarito a margine della conferenza stampa per presentare gli eventi culturali per il 2014 del capoluogo toscano. «Se si vuole – ha concluso Renzi – e c’è la volontà politica, in un mese si chiude».

DIRITTI CIVILI – Nel patto di coalizione, spiega ancora Renzi descrivendo le proposte ai partiti, il PD chiederà anche «che ci sia un capitolo Diritti Civili con le modifiche alla Bossi Fini, le unioni civili per persone dello stesso sesso, la legge sulla cooperazione internazionale, i provvedimenti per le famiglie e una disciplina più efficace delle adozioni». Altre proposte arrivano da Renzi anche in materia di riforma della Costituzione.

ORA O MAI PIU’ – Il segretario del PD twitta: «Non ci sono più alibi». E linka la stessa e-news in cui tra le altre cose si legge: «Il mandato delle primarie dell’8 dicembre è fortissimo e non accetta compromessi: subito una legge elettorale seria, riforma della politica con tagli per un miliardo di euro, provvedimenti immediati sul lavoro perché torni un briciolo di speranza nel futuro dell’Italia. Bene, allora tiriamo giù le carte».

APPELLO AI PARTITI – Il segretario del PD poi aggiunge: «Siamo pronti a cambiare verso alla politica italiana, rimpicciolita nelle proprie ambizioni da anni di pigrizia e conservazione». E fa girare in rete la lettera da lui scritta ai partiti con le proposte di riforma elettorale. «Da noi i cittadini oggi esigono rapidità di decisione e chiarezza delle posizioni. Oggi, primo giorno lavorativo del 2014, dobbiamo dimostrare di aver chiaro che non possiamo perdere neanche un secondo».

BASTA ALIBI – «Togliamo gli alibi agli altri: sono tre soluzioni molto diverse l’una dall’altra ma tutte e tre con la fondamentale caratteristica di rispettare il mandato delle primarie dell’8 dicembre che costituisce il riferimento fondamentale mio e del PD… Mi hanno detto: “Matteo almeno aspetta il ponte. Fino all’Epifania stai fermo”. Non scherziamo! Sono vent’anni che la classe politica sta facendo il ponte. Partiamo, dai!».

JOB ACT – «La direzione del PD sarà convocata per il 16 gennaio. In quella sede mostreremo anche come vogliamo procedere per il Job Act che è un documento molto più articolato di quello che si è letto fino ad oggi». Intanto è prevista per sabato 4 gennaio alle 11 a Firenze la prima segreteria del PD del 2014.

PROPOSTE PER TUTTI – Le proposte sulla legge elettorale sono per «tutte le forze. Deciderà Grillo che fare» ha risposto Renzi ai giornalisti durante una conferenza stampa. «Su tante cose – ha aggiunto – Grillo rinuncia ad avere un confronto o fa ostruzionismo, come sull’abolizione delle Province». Quello che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano «è stato un bel discorso» ha aggiunto il segretario del PD ma il «miglior modo di commentarlo è cominciare a fare subito le riforme». «Sono convinto, ci auguriamo, che il PD possa vincere con tutte e tre le proposte. Ma vinci – ha precisato – se hai proposte e idee credibili per gli italiani».

DIREZIONE, SEGRETERIA E JOB ACT – «Ho chiesto al presidente dei senatori del PD, Luigi Zanda, di incontrare i senatori il prossimo 14 gennaio così ci parliamo in faccia, senza troppi giri di parole, circa la necessaria trasformazione del Senato in Camera delle Autonomie e quindi la cancellazione di incarichi elettivi e retribuiti in Senato» ha aggiunto Renzi che ha annunciato poi che la «Direzione del PD sarà convocata per il 16 gennaio» e «in quella sede mostreremo anche come vogliamo procedere per il Job Act – conclude il segretario – che è un documento molto più articolato di quello che si è letto fino ad oggi».

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Vendola: fa bene Renzi a sfidare il miliardario Grillo

Nichi Vendola rilascia un intervista davanti alle telecamere di YouDem: “Io credo che Renzi faccia molto bene a sfidare Beppe Grillo, a snidarlo, perché Grillo è in una posizione assolutamente comoda, è un miliardario che prova a speculare sulla povertà degli altri. Ha portato in Parlamento, nelle istituzioni, un esercito di deputati e di senatori e cerca però di tenerli in una specie di freezer. Credo che voglia soltanto parlar male e parlar contro tutti gli altri e non indicare mai cosa si possa fare concretamente per trarre l’Italia dal pantano della sofferenza e della povertà, e quindi la mia opinione è che Renzi faccia molto bene a sfidare Beppe Grillo, sapendo che, nella sfida dall’altra parte, c’è chi alimenta un circuito nevrotico di comunicazione violenta, volgare, fatta di contumelie, di offese: un avvelenamento del clima del paese, che già sufficientemente è avvelenato dai fattori di disagio sociale e povertà.

Guarda il video!

 

Matteo Renzi è il nuovo Segretario del PD

Renzi PDMatteo Renzi è il nuovo Segretario del PD con il 68% delle preferenze, secondo Gianni Cuperlo con il 18%, mentre Pippo Civati arriva terzo con il 14%, sono andati a votare quasi 3 milioni di cittadini.

“I dati che sono emersi e che parlano di quasi 3 milioni di partecipanti al voto delle primarie, sono dati di grandissimo interesse, straordinari e voglio esprimere gratitudine a chi ha voluto partecipare”. Sono queste le prime parole di Matteo Renzi durante la prima conferenza stampa all’indomani della vittoria alle primarie del Pd.

“Presento oggi la segreteria perché avevo preso un impegno e lo mantengo”, ha detto Renzi.
“Ho scelto di chiedere una mano a 12 persone per cercare di far funzionare la vita quotidiana del partito. Si tratta di 5 uomini e 7 donne, sulla base del noto principio per cui le pari opportunità non vanno bene, ce ne vuole una in più”, ha aggiunto.

“Fare il segretario del Pd è un grandissimo onore e una responsabilità – ha detto il vincitore delle primarie -. Cercheremo di farlo nel modo migliore”. E sulla giornata dell’8 dicembre: “C’è un’urgenza di cambiamento che le primarie del Pd hanno segnato”.

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