Renzi ai partiti: nuova legge elettorale, più diritti civili e riforma del Senato

Renzi PDAnno nuovo, si riparte. Matteo Renzi, neosegretario PD, non perde tempo e comincia il 2014 proponendo alle altre forze politiche le opzioni su cui il Partito Democratico sarebbe disponibile a trovare un accordo in materia di legge elettorale e riforme istituzionali. Renzi chiede «un accordo serio, istituzionale, su tre punti:

legge elettorale, riforma del bicameralismo e una riforma del Titolo V».

La riforma del Titolo V consiste nell’abolizione del Senato e la sua sostituzione con la Camera delle Autonomie oltre alla modifica di alcuni poteri delle Regioni da riportate allo Stato.

 

IN SINTESI LE IDEE DI MATTEO RENZI

LEGGE ELETTORALE – «Sulla legge elettorale «rinunciamo a formulare la nostra proposta ma offriamo diversi modelli alle forze politiche che siedono insieme a noi in Parlamento» scrive sul suo sito lo stesso Renzi nella prima enews dell’anno, elencando tre modelli: quelli della legge elettorale spagnola; della legge Mattarella rivisitata; e del doppio turno di coalizione come per i sindaci.

IN AULA PRIMA SETTIMANA DI FEBBRAIO – «La deadline è quella che ha la Camera, che sta affrontando questa riforma e che deve andare in Commissione Affari Istituzionali con un testo da presentare alla fine di gennaio e poi andare in aula la prima settimana di febbraio: spero si possano rispettare questi tempi». Così il segretario del Pd e sindaco di Firenze ha chiarito a margine della conferenza stampa per presentare gli eventi culturali per il 2014 del capoluogo toscano. «Se si vuole – ha concluso Renzi – e c’è la volontà politica, in un mese si chiude».

DIRITTI CIVILI – Nel patto di coalizione, spiega ancora Renzi descrivendo le proposte ai partiti, il PD chiederà anche «che ci sia un capitolo Diritti Civili con le modifiche alla Bossi Fini, le unioni civili per persone dello stesso sesso, la legge sulla cooperazione internazionale, i provvedimenti per le famiglie e una disciplina più efficace delle adozioni». Altre proposte arrivano da Renzi anche in materia di riforma della Costituzione.

ORA O MAI PIU’ – Il segretario del PD twitta: «Non ci sono più alibi». E linka la stessa e-news in cui tra le altre cose si legge: «Il mandato delle primarie dell’8 dicembre è fortissimo e non accetta compromessi: subito una legge elettorale seria, riforma della politica con tagli per un miliardo di euro, provvedimenti immediati sul lavoro perché torni un briciolo di speranza nel futuro dell’Italia. Bene, allora tiriamo giù le carte».

APPELLO AI PARTITI – Il segretario del PD poi aggiunge: «Siamo pronti a cambiare verso alla politica italiana, rimpicciolita nelle proprie ambizioni da anni di pigrizia e conservazione». E fa girare in rete la lettera da lui scritta ai partiti con le proposte di riforma elettorale. «Da noi i cittadini oggi esigono rapidità di decisione e chiarezza delle posizioni. Oggi, primo giorno lavorativo del 2014, dobbiamo dimostrare di aver chiaro che non possiamo perdere neanche un secondo».

BASTA ALIBI – «Togliamo gli alibi agli altri: sono tre soluzioni molto diverse l’una dall’altra ma tutte e tre con la fondamentale caratteristica di rispettare il mandato delle primarie dell’8 dicembre che costituisce il riferimento fondamentale mio e del PD… Mi hanno detto: “Matteo almeno aspetta il ponte. Fino all’Epifania stai fermo”. Non scherziamo! Sono vent’anni che la classe politica sta facendo il ponte. Partiamo, dai!».

JOB ACT – «La direzione del PD sarà convocata per il 16 gennaio. In quella sede mostreremo anche come vogliamo procedere per il Job Act che è un documento molto più articolato di quello che si è letto fino ad oggi». Intanto è prevista per sabato 4 gennaio alle 11 a Firenze la prima segreteria del PD del 2014.

PROPOSTE PER TUTTI – Le proposte sulla legge elettorale sono per «tutte le forze. Deciderà Grillo che fare» ha risposto Renzi ai giornalisti durante una conferenza stampa. «Su tante cose – ha aggiunto – Grillo rinuncia ad avere un confronto o fa ostruzionismo, come sull’abolizione delle Province». Quello che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano «è stato un bel discorso» ha aggiunto il segretario del PD ma il «miglior modo di commentarlo è cominciare a fare subito le riforme». «Sono convinto, ci auguriamo, che il PD possa vincere con tutte e tre le proposte. Ma vinci – ha precisato – se hai proposte e idee credibili per gli italiani».

DIREZIONE, SEGRETERIA E JOB ACT – «Ho chiesto al presidente dei senatori del PD, Luigi Zanda, di incontrare i senatori il prossimo 14 gennaio così ci parliamo in faccia, senza troppi giri di parole, circa la necessaria trasformazione del Senato in Camera delle Autonomie e quindi la cancellazione di incarichi elettivi e retribuiti in Senato» ha aggiunto Renzi che ha annunciato poi che la «Direzione del PD sarà convocata per il 16 gennaio» e «in quella sede mostreremo anche come vogliamo procedere per il Job Act – conclude il segretario – che è un documento molto più articolato di quello che si è letto fino ad oggi».

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Simulazione a 5 Stelle

Enzo Lattuca“Un video per raccontare e chiudere con il sorriso due mesi che mi hanno visto protagonista di una vicenda assurda, che ha prodotto una gogna mediatica nei miei confronti basata su menzogne infamanti.
L’ho intitolato “Simulazione a 5 Stelle”, è anche un’occasione per vedere il filmato integrale della Camera dei deputati per chi non fosse ancora riuscito a vederlo.
Un ringraziamento particolari a tutti coloro che in questi mesi mi sono stati vicini. Ora andiamo avanti, il tempo delle bugie è finito”

Enzo Lattuca

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La difesa della Patria «a distanza»

Di Manlio Dinucci – Il Manifesto 22/02/2012

Anche le forze armate devono subire un «sostanziale dimagrimento»: lo ha annunciato alle commissioni difesa di Senato e Camera il ministro Giampaolo Di Paola. Il governo Monti dimostra così che, di fronte alla crisi, tutti devono fare sacrifici. Dalla relazione del ministro emerge però che essi sono resi necessari non tanto dai tagli di bilancio, quanto dal fatto che le forze armate sono nella condizione di un pugile in soprappeso e poco allenato e devono quindi essere sottoposte a una cura di dimagrimento. Essa prevede la riduzione del personale militare da 183mila a 150mila e di quello civile da 30mila a 20mila, così da ottenere un calo del 30% in 5-6 anni. Continue reading