Dagli studenti un appello a Bersani

Appello rivolto a Pier Luigi Bersani in occasione della sua visita a Cesena il 4 Novembre 2012.

Siamo Giacomo dal liceo scientifico, Lorenzo dall’istituto tecnico industriale e Sebastiano dal liceo classico, e siamo tre rappresentanti degli studenti.
Il motivo per cui siamo qua è per rivolgere un appello a Pier Luigi Bersani e a tutti voi affinché i problemi della scuola pubblica siano al primo posto dell’agenda del prossimo governo e non all’ultimo come è stato in questi anni.
La scuola dovrebbe essere un luogo di promozione dell’uguaglianza, di inclusione e di riscatto sociale mentre sta diventando un luogo in cui si riflettono le discriminazioni della società. Le stesse possibilità dovrebbero essere garantite a tutti indipendentemente dalle condizioni sociali ed economiche delle famiglie. Invece i tagli degli insegnanti di sostegno dimostrano la volontà di abbandonare gli ultimi. Continue reading

7 ottobre 2011: dalla parte degli studenti

Quella che, a cominciare dal 19 settembre, ha aperto i battenti a quasi 8 milioni di studenti è una scuola con meno insegnanti, meno presidi, meno bidelli e meno ore di lezion e. Agli 8 miliardi tagliati nel 2008 si sono sommati quelli della “manovra estiva”. Al suono della campana d’inizio mancano 9.245 insegnanti nella sola scuola primaria e altri 8.959 nella scuola secondaria che si sommano ai 68mila docenti e ai 30mila tecnici-amministrativi già lasciati a casa nei due anni precedenti. Più di 130mila posti di lavoro persi in tre anni. Un massacro. Adeguare la realtà scolastica ai numeri decisi dal ministero dell’Economia non è stato semplice e ha comportato di fatto una riduzione dell’offerta formativa e delle ore di lezione in ogni ordine e grado. Agli studenti con handicap non sono garantite le ore di sostegno di cui avrebbero bisogno e le classi ormai sono diventate pollai, con punte che arrivano fino ai 35 alunni per aula. Nella scuola primaria, il tempo pieno di fatto non esiste più. Al suo posto ci sono i salti mortali di insegnanti e presidi per coprire le 40 ore settimanali che le famiglie continuano a chiedere. Continue reading