È l’ora di una legge contro l’omofobia

I Giovani Democratici di Cesena apprendono con profondo sdegno lo spregevole atto omofobo, liberticida e di stampo fascista perpetrato da alcuni vergognosi esponenti di Forza Nuova in concomitanza della celebrazione dell’Unione Civile di due giovani sposi, un giorno di festa non solo per la coppia ma anche per la città intera.

Cesena, città decorata con la Medaglia d’Argento al Valor Militare, non può e non deve accettare che per l’ennesima volta dei movimenti dichiaratamente fascisti infanghino il nome dei suoi abitanti attraverso queste ridicole pagliacciate con l’unico scopo di conquistarsi ignobilmente qualche riga sui giornali.

Questa offesa alla Città di Cesena, tra l’altro già preannunciata, andava impedita e auspichiamo che verrà contrastata in futuro casomai dovessero ripetersi atti analoghi. Chiediamo quindi alle istituzioni e alle autorità competenti di far rispettare le leggi dello Stato Italiano che sono ben chiare e non lasciano dubbi di interpretazione: ci riferiamo (tra le altre) alla Legge Scelba contenente disposizioni sul reato di apologia del fascismo, che va osservata e rigorosamente applicata. Un conto è la libertà di manifestazione, un altro conto è la diffamazione.
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Nonostante tutto non hanno rovinato un giorno di festa

I Giovani Democratici di Cesena condannano il vile tentativo omofobo e di stampo fascista di Forza Nuova di rovinare un giorno di festa come quello di domenica – quando in città è stata celebrata la prima unione civile – con manifesti offensivi nei confronti della coppia e di Cesena stessa.
I responsabili dei manifesti parlano tanto di civiltà per poi dare una rappresentazione esemplare del suo contrario imbrattando i muri della città con le loro affissioni abusive, in merito alle quali auspichiamo inoltre un tempestivo intervento delle autorità competenti affinché questo ignobile ed illecito gesto venga sanzionato.
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ALLARME GENDER!

Allarme Gender!

Allarme Gender!

Quando si parla di unioni civili le confusioni ed i malintesi sono molti, ed il clima che si è venuto a creare nelle ultime settimane, con l’avvicinarsi del giorno del voto da parte del Parlamento del Ddl Cirinnà, ci ha molto preoccupati.
Ed attorno al Ddl Cirinnà si è architettato ad arte molta disinformazione. Tale disegno di legge ha come unico scopo quello di riparare ad un’ingiustizia, ossia di permettere a tutti di condividere gli stessi diritti e gli stessi doveri indipendentemente dal proprio orientamento sessuale. Tramite, poi, la norma che permetterà la stepchild adoption si cerca solo di proteggere bambini e bambine che già esistono, che già vivono in famiglie omogenitoriali. Solo che, a differenza di tutti gli altri bambini, non sono giuridicamente protetti.
E’ facile, a questo punto, parlare di bimbi comparti e di donne sfruttate, facendo peraltro una certa confusione tra famiglie omogenitoriali e gestazione per altri.
Non si può far finta di non sapere che la stragrande maggioranza delle coppie che hanno ricorso alla gestazione per altri sono eterosessuali e che in quel caso la stepchild adoption è già possibile. Una volta nati, i bambini non possono essere considerati responsabili del modo in cui sono venuti al mondo e pagare le eventuali colpe dei genitori.
Ridurre la maternità e la paternità unicamente alla biologia, ci fa dimenticare che la maternità e la paternità sono dei ruoli, che una madre adottiva o un padre adottivo – che non hanno alcun legame biologico con i figli – sono i veri genitori e che non basta mettere al mondo un figlio per essere madre o padre.

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Svegliati Italia: una storia di principi

WP_20160123_011Tratto da: “Uniradio Cesena”
Scritto da: Alessia Jambice, 26 gennaio 2016

Il 23 gennaio, Cesena è scesa in piazza facendo la storia e lo ha fatto con grande dignità.
Milleduecento persone si sono date appuntamento in Piazza Mario Guidazzi alle 15.30 sfoggiando sorrisi e colori sgargianti. Non è stato un caso che fossimo lì quel giorno: la direzione nazionale Arcigay ha indetto un raduno su tutto il territorio nazionale e lo dimostrano le testimonianze delle oltre cento piazze italiane gremite di persone che urlavano il loro “sì” al DDL Cirinnà. Noi cesenati poi, avevamo un altro motivo per essere presenti in piazza sabato. Nello stesso giorno infatti il movimento delle “Sentinelle in piedi” ha organizzato una veglia, con raduno regionale, in Piazza del Popolo.

Tutto nasce qualche settimana prima, tra una manciata di Giovani Democratici e il presidente del circolo Alan Turing di Rimini, Marco Tonti. Sono anni che collaboriamo e ci inventiamo sempre un modo nuovo di sostenere i nostri principi, insieme. Questa volta, a pochi giorni dall’inizio della discussione in parlamento del DDL Cirinnà, abbiamo sentito la necessità di differenziarci in qualche modo da chi scendeva in piazza nel resto d’Italia e l’iniziativa delle sentinelle ci ha confermato che avevamo imboccato la direzione giusta. Ci siamo detti che manifestare la nostra presenza fisicamente, con i bellissimi palloncini di “Un Secco No” di Forlì e il contagioso entusiasmo dei ragazzi di Over the Rainbow di Lugo in sincronia con il resto del Paese fosse fondamentale ma che rispondere a tanta opposizione con una porta spalancata su dialogo e dibattito fosse un dovere morale imprescindibile.
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Unioni Civili, Bene Comune!

0001Da troppi anni l’Italia aspetta una legge che riconosca diritti e doveri alle coppie dello stesso sesso, tant’è che siamo rimasti gli ultimi in Europa a non avere alcuna forma di riconoscimento per queste coppie.
I Giovani Democratici di Cesena (assieme anche alle altre federazioni romagnole di Forlì, Imola, Ravenna e Rimini) hanno scelto di esprimersi congiuntamente con le oltre ottanta manifestazioni di “Svegliati Italia” previste sul territorio nazionale indette per la data del 23 gennaio dall’associazione Arcigay, ma distinguendone le modalità affinché il risultato possa essere quanto più possibile in linea con lo spirito dell’operato di tanti giovani che credono nella giustizia e nell’uguaglianza. Per questa ragione abbiamo scelto di non limitarci ad un simbolico raduno in piazza, ma di creare un importante momento di dialogo tra cittadinanza e istituzioni in cui le opinioni, le perplessità e finanche i dubbi di ciascuno, senza alcuna distinzione o discriminazione, possano trovare voce e, ci auspichiamo, una risposta; e non condividiamo chi vuole ridurre questo lavoro ad una semplice “contromanifestazione”.
Per questi motivi, oltre a partecipare assieme alle altre manifestazioni al ritrovo in Piazza Mario Guidazzi alle 15.30 e al successivo flesh mob in Piazza Giovanni Paolo II, abbiamo organizzato, presso lo storico Palazzo del Ridotto un momento di riflessione.
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ANCHE CESENA HA IL SUO REGISTRO DELLE UNIONI CIVILI

A seguito del dibattito sul riconoscimento dei diritti delle persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali) che in questi mesi si è ripresentato con forza, sia a livello locale che nazionale ed internazionale, è nato fra i militanti dei Giovani Democratici ed i Consiglieri Comunali del Partito Democratico di Cesena l’interesse per capire cosa nella nostra città si era fatto e si potesse fare per la tutela di questi diritti. Tutto è partito il 4 marzo di quest’anno con una riunione di approfondimento dei temi con le associazioni LGBT locali romagnole (Gruppo Lgbtqie* Rimbaud di Cesena, Un secco NO di Forlì, Arcigay “Alan Turing” di Rimini e Arcigay “Frida Byron” di Ravenna) ed è culminato il 29 giugno con la nostra iniziativa pubblica “Sì, lo voglio. Famiglie omosessuali: tra unioni ed adozioni” presso la Festa de l’Unità di Cesena dove si è fatto il punto della situazione su ciò che sta avvenendo in questi giorni in Parlamento al Senato riguardo il Ddl Cirinnà su Civil Partnership e Stepchild Adoption, disegno di legge che se approvato colmerà un ritardo storico che ci vede ancora fra i pochi paesi dell’occidente a non prevedere alcun riconoscimento per le coppie omosessuali.

In questo approfondimento ci siamo subito imbattuti, grazie al prezioso lavoro dei Consiglieri PD, in un Ordine del Giorno votato dal Consiglio Comunale di Cesena il 14 giugno 2007 (durante il secondo mandato del Sindaco Giordano Conti) in cui si chiedeva alla Giunta di istruire gli uffici comunali al rilascio alle coppie, anche dello stesso sesso, non sposate ma conviventi, della “Attestazione di Famiglia Anagrafica”. Questo provvedimento è sostanzialmente uguale ai provvedimenti con cui molti altri comuni hanno istituito il cosiddetto “Registro delle Unioni Civili”. Infatti, sia che la si chiami “Attestazione di Famiglia Anagrafica” o “Registro delle Unioni Civili”, in entrambi i casi ci si basa sulla definizione di famiglia che, per le finalità dell’anagrafe, viene data dall’art. 4 comma 1 del D.P.R. n.223/1989:«Agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune».
In sostanza, Cesena, al pari di tanti altri comuni italiani (recentemente questo registro è stato adottato a Roma e nella vicina Rimini), ha già da tempo il suo registro in cui le coppie, anche dello stesso sesso, non sposate ma unite da un comune progetto di vita, possono vedere riconosciuta la propria unione.

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SÌ, LO VOGLIO. Famiglie omosessuali: tra unioni e adozioni

v2I Giovani Democratici di Cesena organizzano “SÌ, LO VOGLIO. Famiglie omosessuali: tra unioni e adozioni”, lunedì 29 giugno 2015, alle ore 21:00, presso la Festa Democratica de l’Unità di Cesena in Piazzale Enrico Berlinguer.

L’iniziativa affronta il delicato tema del riconoscimento dei diritti e dei doveri alle persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali).
Purtroppo il nostro Paese è tra gli ultimi in Europa a non avere una legislazione che protegga i nostri concittadini LGBT dalla discriminazione sessuale, e che riconosca i legami e le famiglie formate tra persone dello stesso sesso.

Il Partito Democratico, sia con la coalizione “Italia Bene Comune” guidata da Pier Luigi Bersani, sia con il programma con cui Matteo Renzi ha vinto le primarie, ha da tempo stabilito una via per uscire da questo vuoto di civiltà che ci riguarda: l’approvazione di una legge contro l’omofobia e la transfobia, ed il riconoscimento delle Civil Partnerships (Unioni Civili sul modello tedesco) e della Stepchild Adoption (possibilità di adottare i figli biologici del proprio partner).

Purtroppo ad oggi ancora nessuno di questi progetti si è concretizzato. Ecco perché i diritti delle persone omosessuali hanno bisogno dell’appoggio di tutti noi, dal momento che non si tratta solo di “Diritti LGBT” ma di “Diritti Umani”. Inoltre significa difendere l’idea di un Paese senza discriminazioni e uguale per tutti. Così come è scritto nella nostra Costituzione, e così come anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella afferma che bisogna «promuovere il rispetto delle differenze laddove invece la diversità scatena reazioni intolleranti. […] E costruire al loro posto una cultura che assuma l’inclusione come obiettivo sociale, […] che contrasti l’omofobia e la transfobia, perché la piena affermazione di ogni persona è una ricchezza inestimabile per l’intera comunità».

I Giovani Democratici, sia a livello nazionale che locale, sono da sempre in prima linea perché anche in Italia si arrivi ad una legislazione in materia.

Per capire in che direzione ci si sta muovendo ci incontreremo (a differenza di quanto già annunciato la senatrice Cirinnà non potrà essere presente a causa di urgenti lavori parlamentari in commissione giustizia proprio sul D.d.l sulle Unioni Civili) con: Rosanna Filippin, Senatrice della Repubblica; con Mara Valdinosi, Senatrice della Repubblica; e con Marco Tonti, Presidente Arcigay “Alan Turing” di Rimini. L’ingresso all’iniziativa è libero.

Infine ci auspichiamo, dunque, che i cittadini cesenati e romagnoli partecipino numerosi per vivere assieme un bel momento di confronto, dibattito ed approfondimento.