8 marzo 2021: Giornata Internazionale della Donna dopo un anno di Covid

Tutti gli anni, il giorno della Festa Internazionale delle Donne viene usato come spunto per parlare della condizione della donna in Italia e nel mondo, di come essa sia ancora in molti, troppi, casi svantaggiata rispetto alle controparti maschili: i femminicidi aumentano anche quando i reati violenti in genere diminuiscono, i sempre più numerosi report di molestie e violenze sul posto di lavoro, il gender pay gap non accenna a diminuire, la popolazione trans mtf continua a essere uno dei gruppi con il più alto tasso di mortalità.

Quest’anno a tutto questo si aggiunge un ulteriore livello di difficoltà: la pandemia da Covid 19, che ha esacerbato tutti questi aspetti. Nel 2020 i casi di femminicidio hanno continuato a salire (dati Eures), mentre sembrano diminuiti i reati come stalking, stupri e maltrattamenti (almeno nei primi quattro mesi dell’anno, da maggio hanno cominciato a risalire, in corrispondenza del termine del lockdown nazionale).

Purtroppo, su quest’ultimo dato le fonti sono d’accordo: non è veritiero, in quanto nella maggior parte dei casi il colpevole è il partner, e la situazione di lockdown ha visto tante donne chiuse in casa a subire le violenze senza possibilità di denunciarle. Calano quindi le denunce ma non i contatti con i centri antiviolenza, che sono aumentati in tutt’Italia, a dimostrazione del fatto che la tragedia è tutt’altro che terminata.

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Pareggiando! Le disuguaglianze di genere ai tempi del coronavirus

Anche da casa lavoriamo per voi!

Per venerdì 15 maggio, alle 20:45, abbiamo organizzato una diretta facebook con Lucia Bongarzone (Portavoce regionale delle Donne PD Emilia-Romagna) e Lorenzo Gasparrini (Filosofo femminista) per discutere sulle disuguaglianze di genere ai tempi del coronavirus.

Ti aspettiamo, non mancare!

Dovremmo tutti essere femministi

Le ragazze e i ragazzi dei Giovani Democratici di Cesena come da tradizione, per festeggiare la Festa della Donna, distribuiranno nella mattina di mercoledì 8 marzo dei mazzetti di mimose fuori dagli Istituti Superiori che affacciano su Piazzale Karl Marx.

Ai fiori sarà inoltre allegato un biglietto che riporta da un lato una frase significativa per la ricorrenza e dall’altro dei dati informativi su femminicidio e disparità di genere, per fare riflettere su questi temi, purtroppo sempre attuali. La frase scelta quest’anno è stata pronunciata dalla scrittrice Chimamanda Ngozi Adichie in una famosa Ted Talk poi diventata il libro “Dovremmo tutti essere femministi”. Un estratto recita: «Facciamo un grave torto ai maschi educandoli come li educhiamo. Soffochiamo la loro umanità. Diamo della virilità una definizione molto ristretta. La virilità è una gabbia piccola e rigida dentro cui rinchiudiamo i maschi. […] Insegniamo alle ragazze a vergognarsi. “Chiudi le gambe!” “Copriti!” Le facciamo sentire in colpa per il solo fatto di essere nate femmine. È così che le ragazze diventano donne incapaci di ammettere che provano desideri. Donne che si trattengono. Che non sanno dire quello che pensano davvero. […] Il problema del genere è che prescrive come dovremmo essere invece di riconoscere ciò che siamo».
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#ioprometto

iopromettoDopo l’ennesimo caso di violenza su una ragazzina in Calabria abbiamo deciso di esprimere la nostra indignazione tramite i seguenti articoli e vorremmo lanciare una campagna di sensibilizzazione non solo contro gli strupri ma sopratutto contro i costrutti di una società maschilista e sessista che tratta i casi di violenza di un uomo su una donna con leggerezza, usando scuse per degradare la ragazza e farla passare per colpevole invece che per la vittima quale è. Vi invitiamo a condividere questo articolo e a scriverne di vostri, esprimendo le vostre opinioni, utilizzando l’hashtag #ioprometto che vuole simboleggiare l’impegno che tutti dovremmo mettere nel costruire un domani migliore per noi e per i nostri figli, maschi e femmine.

 

“Se l’è cercata” – Matilde Castagnoli

In queste situazioni c’è sempre qualcuno che lo dice, vero? Poche parole che mi fanno imbestialire. “Se l’è cercata”. Se questi benpensanti si fermassero a riflettere anche solo un attimo, comprenderebbero l’immensità della cazzata che stanno affermando con tanta leggerezza. Perché chi mai andrebbe a cercare di proposito l’umiliazione, il dolore fisico e psicologico, il trauma, che derivano da una violenza sessuale? Però la nostra cultura è fatta così, ci è stato inculcato sin dalla nascita che la donna è nata per servire e riverire e che l’uomo può prendere quello che vuole senza chiedere il permesso.
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