La Riforma della Costituzione

riforma della costituzioneLa Camera ha da poco approvato la riforma della Carta Costituzionale, ora la riforma torna al Senato dove l’aspetta il voto definitivo, e poi la scelta passerà ai cittadini che con il referendum avranno la parola finale.

Una riforma che si caratterizza per lo storico superamento del bicameralismo perfetto, la diminuzione del numero dei parlamentari, la riforma del titolo V che regola il rapporto stato e regioni e il rafforzamento degli strumenti della democrazia diretta come i referendum.

Di tutto questo parliamo lunedì 25 gennaio alle ore 20:45, presso la Sede del PD di Cesena in Viale Bovio n°48 (via Emilia), assieme a:

Andrea Giorgis – Deputato PD, Professore di diritto costituzionale Università di Torino
Enzo Lattuca – Deputato PD, Dottorando in diritto costituzionale Università di Bologna
Giuseppe Lauricella – Deputato PD, Professore di diritto costituzionale Università di Palermo

LA CITTADINANZA E’ INVITATA

La verità sull’art.138 e le bufale del M5S

Valerio Onida, ex presidente Corte CostituzionaleDa l’Unità del 30 Luglio 2013

Titolo originale: «Riforma del 138 Ma quale attentato alla Costituzione»

«Un golpe contro la Costituzione? Mi sembra una esagerazione. Non vedo in corso, per il momento, alcun grave attentato allo spirito della Carta. Il vero nodo è il merito delle riforme che saranno proposte», spiega Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, uno dei 35 saggi nominati dal governo per elaborare proposte di riforma della Carta. Eppure in questi giorni, a partire dall’ostruzionismo dei 5 stelle, si è saldato un fronte politico e culturale contro la legge costituzionale che è all’esame della Camera. L’accusa è di voler manomettere l’articolo 138, quello che regola le procedure per modificare la Costituzione.

«Questa legge costituzionale prevede in effetti una deroga una tantum al procedimento del 138 per approvare una serie di riforme. Questa deroga non ha particolare ragion d’essere, ma se esaminiamo le motivazioni non mi paiono eversive. Semmai si possono definire non di grande rilievo».

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